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Kurt Cobain, 25 anni fa la sua morte

di Antonella D'Alto

A 25 anni dalla sua scomparsa molto resta di lui, e tante sono ancora oggi le sue influenze nel mondo della musica, dell’arte e della cultura. E’ sottotitolato Come as You Are, il cartello d’ingresso della città di Aberdeen nello stato di Washington che il 20 febbraio del 1967 ha dato i natali a Kurt Donald Cobain, icona del Grunge, espressione negli anni ’90 di quella che è stata definita la Generazione X. Cantautore, chitarrista e artista, si è spento il 5 aprile di 25 anni fa, sparandosi un colpo di fucile alla testa nella sua casa al 171 Lake Washington Blvd, East Seattle. A partire dal 2014 il 20 febbraio di ogni anno, la sua città natale gli rende omaggio con una giornata festiva in suo onore, all’insegna di concerti, incontri e spettacoli per commemorare la sua nascita e ricordare l’importanza della sua musica.

I Nirvana, formati da Cobain nel 1987 con Krist Novoselic, divennero in due anni uno dei gruppi cardine della scena alternative rock statunitense. Dal 1991, con l’uscita del singolo Smells Like Teen Spirit, ritenuto dai media musicali l’«inno di una generazione», primo estratto da “Nevermind”, uno degli album rock più importanti della storia, i Nirvana hanno conquistato la scena, portando la musica indipendente in vetta alle classifiche.

Negli ultimi anni della sua vita Cobain ha lottato contro la dipendenza dall’eroina e le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, da cui aveva avuto una figlia, Frances Bean. L’8 aprile 1994 venne trovato morto nella sua casa di Seattle, ucciso da un colpo di fucile. Nonostante si sia trattato ufficialmente di suicidio, negli anni successivi non è mancato un acceso dibattito sulle cause della morte.

Non vi è invece mai stato alcun dubbio sulla grandezza della sua musica. Secondo la rivista Rolling Stone Cobain è stato il miglior artista degli anni novanta, è stato inserito al 45º posto nella lista dei 100 migliori cantanti e al 73º posto della lista dei 100 migliori chitarristi. I Nirvana nel 2014 sono stati anche ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame.

A 25 anni dalla sua morte lo ricordiamo come l’uomo simbolo della scena di Seattle che è entrato nel “Club 27”, come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Un artista che probabilente non è riuscito a reggere il ruolo di star che aveva conquistato, con la sua immagine stampata su t-shirt e copertine. Di lui ci resta la musica e i testi tormentati che lo hanno reso immortale. Quale sia davvero stato il suo disagio, la sua fonte di disperazione e di depressione probabilmente non lo sapremo mai, ma ci rattrista non sapere cosa avrebbe cantato e scritto oggi, a 52 anni, se e come avrebbe dato voce a questa generazione. Sicuramente è riuscito a dare alla città di Seattle una nuova immagine: da noiosa città del Nord, conosciuta solo per il quartier generale della Boeing e per la tomba di Jimi Hendrix, è diventata una delle metropoli più vitali e accoglienti del mondo. Dopo la sua morte Krist Novoselic, il bassista e amico, ha lasciato la scena musicale. Il batterista David Grohl invece ha formato una nuova band, i Foo Fighters che oggi sono un’importante realtà del rock attuale.
Kurt Cobain non c’è più da 25 anni, ma in breve tempo ha scritto una pagina della storia del rock e non si perde occasione per ricordarlo. Non si contano gli omaggi in musica di artisti e band, dai Blur ai Muse fino a Brunori Sas, innumerevoli i film e i documentari realizzati su di lui, ed è stato ricordato anche nella serie tv animata dei Simpson e in alcuni videogiochi come Guitar Hero e Doom.