Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Khan Sheikhun, l’ONU ha le prove. Assad è il responsabile dell’attacco con gas Sarin

di Lorenzo Peluso.

Ora non ci sono più dubbi. Assad è il responsabile dell’attacco con gas Sarin, avvenuto il 4 aprile scorso a Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib in Siria. L’accusa arriva dal palazzo delle Nazioni Unite a New York. La denuncia e le prove sono contenute nel rapporto della Commissione ONU sui crimini in Siria. Nell’attacco rimasero uccisi 84 civili, molti dei quali bambini. Un attacco compiuto da un aereo di fabbricazione russa, utilizzato dalle forze militari del Presidente siriano, Bashar al Assad. nel rapporto, molto dettagliato, sono riportate tra l’altro, le dichiarazioni di 43 cittadini siriani, vittime, testimoni oculari, personale medico presente a Khan Sheikhun. A conferma delle dichiarazioni rese anche un corposo fascicolo con foto ed immagini satellitari. Materiale che, secondo i funzionari ONU, dimostrano ogni oltre ragionevole dubbio, che l’attacco chimico fu portato a segno da un aereo siriano che sganciò tre bombe convenzionali e una bomba al Sarin sulla città di Khan Sheikhoun. In risposta a quell’attacco, gli Stati Uniti, subendo una forte pressione internazionale, decisero di colpire con i missili Tomahawk, lanciati da una portaerei nel Mediterraneo, la base aerea di Shayrat, nella provincia di Homs, da cui è dimostrato aver preso il volo il bombardiere che sganciò gli ordigni col Sarin su Khan Sheikhun. In realtà, nel rapporto si fa riferimento anche alla circostanza che gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) avevano confermato in più occasioni l’uso di “Sarin o una sostanza simile” nell’attacco del 4 aprile, senza però indicarne la responsabilità. Intanto la guerra prosegue, così come i bombardamenti sulla Siria. Al contrattacco, l’esercito siriano, denuncia che caccia israeliani hanno colpito un sito militare delle forze di Assad causando la morte di due soldati. La base, nella provincia di Hama, sarebbe stata attaccata dai jet israeliani che hanno sorvolato lo spazio aereo libanese. La conferma arriva anche dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, che ah chiarito come l’obiettivo colpito potrebbe essere stato coinvolto nella produzione di armi chimiche. Un sito dove operava da tempo un’agenzia governativa siriana accusata di produrre armi e munizioni non convenzionali. Da Israele però nessun commento a riguardo, anche perché se fosse dimostrato il sorvolo dello spazio aereo libanese, si rischierebbe ora il riaccendersi un altro focolaio che vedrebbe coinvolti due nemici storici: israeliani e libanesi, appunto. nel frattempo gli occhi degli osservatori internazionali sono concentrati su Dayr az Zor, ultima grande città del Medio Oriente ancora sotto il controllo del Califfato dove si sta consumando l’ultima battaglia corpo a corpo contro le milizie dello Stato Islamico. Qui, da due giorni, le forze governative siriane hanno rotto un assedio che durava da quasi tre anni.