Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

John Coltrane – L’amore supremo

Eduardo Sineterra

John William Coltrane, sassofonista e compositore, nasce ad Hamlet, cittadina degli Stati Uniti d’America sita nella Carolina del Nord, il 23 settembre 1926. Figlio di un sarto appassionato di musica, a soli tredici anni si esibisce come sassofono contralto nell’orchestra locale diretta dal reverendo Steele. Nel 1945, chiamato alle armi, viene assegnato alla banda della marina militare statunitense, la U.S. Navy, di stanza alle Hawaii. Congedato un anno dopo, militerà nelle diverse formazioni rhythm’n’blues di Joe Webb ed Eddie Vinson, esordendo come sax tenore. Ma è nel 1949 che la sua carriera giunge ad una svolta decisiva, suonando dapprima nell’orchestra di Dizzy Gillespie e successivamente nelle formazioni di Lonnie Slappery e Johnny Hodges. Nel 1955, Sonny Rollins, rinomato sassofonista, ha deciso di ritirarsi dalle scene; il quintetto jazz in cui l’artista militava, capitanato dal leggendario trombettista Miles Davis, è pertanto costretto a doverlo al più presto rimpiazzare. Miles ha già sentito suonare Coltrane e non ne ha ricavato un’impressione positiva. Coltrane però è cambiato e maturato. Il provino va bene e il sassofonista entra a far parte dell’eccezionale quintetto, accompagnato da: Red Garland al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria. Il sodalizio con il più noto trombettista del suo tempo non è però idilliaco anche a causa dei numerosi eccessi di Coltrane; questi sancirà sì il brusco divorzio tra i due artisti ma ne assicurerà su tutto l’immediata ribalta e rivalsa del Coltrane uomo e musicista.  Nel 1960, dopo una breve eppur fondamentale esperienza nella formazione del pianista e compositore Thelonious Monk, crea un proprio quartetto con il pianista Steve Kuhn, il contrabbassista Steve Davis e il batterista Pete LaRoca, incide l’album Giant Steps per la Atlantic Records e si afferma come miglior talento in circolazione al sax tenore. Dopo essersi  regolarmente esibito nei più rinomati club di New York, il trentaquattrenne sassofonista è pronto ad attraversare gli Stati Uniti e a traghettare la sua musica oltreoceano, prima in Europa poi in Giappone. E’ durante questo periodo che scopre le regole del vegetarianismo e se ne avvicina alle sue pratiche. Passa dal sax tenore al sax soprano e registra l’album My Favorite Things, fondamento della storia del jazz. Passato all’etichetta Impulse! che gli concede piena libertà nelle scelte artistiche ed un’indipendenza mai accordata a nessun altro artista in precedenza, nel 1964 registra A Love Supreme, pubblicato l’anno seguente, che diventa inaspettatamente, confermando l’azzardo dell’etichetta, un successo commerciale. L’album garantirà a Coltrane fama internazionale, influenzando intere generazioni di musicisti tanto nel campo del jazz quanto nel rock. A dispetto di quanti possano credere che quest’ultimo capolavoro abbia rappresentato il coronamento di un percorso artistico-musicale, l’opera, in realtà, è per l’artista solo il punto di partenza per un nuovo linguaggio universale, verso nuove strutture melodico-armoniche, esenti da forma, in grembo alla pura energia spirituale. Capolavori come Ascension, album orchestrale free jazz d’immane bellezza e numerose registrazioni postume, pubblicate negli anni successivi alla prematura dipartita del quarantunenne artista, avvenuta nel 1967 per un cancro al fegato, hanno rivelato la mai statica natura degli illuminati componimenti del geniale sassofonista, esaltandone la costante ricerca in fieri, monito d’invidia per i numerosi musicisti del suo e per estensione del nostro tempo. Sarà anche per questo che al suo funerale, tenutosi il 21 luglio 1967 a New York, parteciperanno i maggiori esponenti dell’avanguardia del jazz.

“[…] nel 1957 ho sperimentato, per grazia di Dio, un risveglio spirituale che mi ha portato ad intraprendere una vita più ricca, più piena più produttiva. A quel tempo, in segno di gratitudine, chiesi umilmente di ricever i mezzi e il privilegio di rendere gli altri felici attraverso la musica. Sento che questo è stato concesso mediante la Sua grazia, DIO SIA LODATO” (A Love Supreme, note di copertina, 1965).

La spiritualità e i suoi precetti sono il leitmotiv dell’album-simbolo di Coltrane, A Love Supreme, registrato nel 1964 e pubblicato nel 1965. Temi quali il viaggio, l’illuminazione, la passione, la serenità della dimora, dunque la famiglia, accompagnarono il musicista verso la composizione di una suite tanto accurata quanto totalizzante, in una parola: universale. Coltrane, forse per la prima volta nella sua vita, nella stesura del componimento ha la mente completamente sgombra e le note dello sparito sono disposte in ordine ben chiaro e preciso; come in una partita di scacchi da poco ultimata con successo, l’artista ha sferrato un magistrale scacco matto alla sua mente. Egli sa esattamente quali note trascrivere, quale musica suonare, su quanta e quale intensità lavorare; il progetto, maturato negli anni, andava finalmente palesandosi e, vorace, nella muta e rumorosa stanza, come in una fredda trincea, in soli cinque giorni l’abile sassofonista fu in grado di inventare quest’opera meravigliosa. Ultimo atto: l’incisione su nastro magnetico. Eppure l’atmosfera della dimora interiore di Coltrane non sembrava affatto risentire dei violenti accadimenti provenienti dal mondo esterno che, nel 1965, si riverberavano lungo tutti gli Stati Uniti d’America: la lotta dei neri d’America per ottenere la parità dei diritti civili contro la segregazione razziale era in pieno svolgimento e le molteplici tensioni sociali andavano sempre più intensificandosi. Ciò nonostante, il fermento spirituale e culturale dell’artista e l’atteggiamento  di positiva creatività nei confronti dell’arte così come della vita stessa, gli consegnarono le chiavi armoniche e melodiche per la composizione di uno tra i più grandi capolavori della storia del jazz. 

L’intero lavoro, anche se diviso in quattro brani, è stato concepito come un solo corpus: Acknowledgement (Riconoscimento) Resolution (Risoluzione) Pursuance (Adempimento) e Psalm (Salmo). Un percorso contemplativo che muove da una presa di coscienza (il colpo di gong in Acknowledgement), prosegue con una fase di ricerca ed attuazione delle proprie promesse (la climax in Resolution e Pursuance) sino alla definitiva esaltazione della più pura spiritualità (la solennità, la poesia e le sovrapposizioni sonore in Psalm). Con quest’album il sassofonista suggerisce e mostra all’ascoltatore quanto sia di vitale importanza il costituirsi di una nuova individualità nella fucina della fede e della lotta per i propri diritti.

John Coltrane: un sassofonista tanto geniale quanto dissonante, persino nelle piaghe sociali.