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Jalaluddin al-Tunisi, il nuovo leader dell’isis.

di Lorenzo Peluso

al tunisi

I servizi di tutto il mondo sono concentrati a chiarire se davvero è morto il terrorista e capo Isis Abu Bakr al-Baghdadi. Intanto, dando per buona la notizia annunciata nei giorni scorsi dalla tv irachena Alsumaria, della morte di Abu Bakr al-Baghdadi, si parla con insistenza del suo successore. Fonti di intelligence riferiscono con insistenza che il più accreditato sarebbe il terrorista tunisino Jalaluddin al-Tunisi, attualmente a capo dell’Is in Libia. Una sorta di conferma arriva anche dall’emittente al-Arabiya, secondo la quale Jalaluddin è “uno dei nomi più qualificati” per succedere al “califfo” tra i pochi leader dell’organizzazione jihadista rimasti in vita. Nato nel 1982 a M’saken, nella provinca costiera di Susa, Mohamed Ben Salem al-Ayouni, questo il suo nome, si trasferì in Francia all’inizio degli anni Novanta. In Francia  Jalaluddin sarebbe riuscito ad ottenere la cittadinanza. Tornato in Tunisia subito dopo la rivoluzione che ha portato alla caduta di Ben Ali, ha avuto un ruolo di primo piano nella cosiddetta Primavera Araba. Il 35enne Jalaluddin ha sposato poi la causa Isis ed ha combattuto il jihad in Siria; nel 2014 in battaglia uccise il comandante del ‘battaglione Ghoraba’ e qundi giurò fedeltà all’Is.  Fu quello il contesto che lo fece apparire per la prima volta sui media del ‘califfato’ mentre si trovava in un’area al confine tra Siria e Iraq. Conquistata la leadership del ‘battaglione Ghoraba’, divenne uno dei più importanti capi dell’Is in Siria. Dallo scorso anno i suoi sposamento sono tracciati in Libia dove, da fonti intelligence, risulta che ricopre il ruolo di emiro dell’Is nel Paese nordafricano nominato direttamente da al-Baghdadi soprattutto perchè è ritenuto un ottimo punto di contatto con altri gruppi terroristici che operano in Nord Africa come Oqba ibn Nafi, affiliato ad al-Qaeda.