Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Iraq – Sconfitta per l’Isis a Hawija, ma sull’Iraq le minacce di Iran e Turchia.

di Lorenzo Peluso

L’autoproclamato Stato Islamico perde una delle ultime sue roccaforti in Iraq. L’esercito iracheno è entrato, infatti, nel centro di Hawija, una città di circa 50 mila abitanti, a Sud di Kirkuk. L’offensiva è stata condotta dalle unità dell’esercito regolare e dalle milizie sciite. I Peshmerga curdi si sono limitati, invece, a controllare la parte che confina con il territorio del Kurdistan. Il distretto conquistato era l’ultimo in mano all’Isis nel centro dell’Iraq. Al Califfato resta soltanto una parte di territorio al confine con l’Iraq e la città di Al-Qaim. Ora la strategia irachena prevederà il contatto con linee curde per formare la frontiera provvisoria del nuovo Stato in via di formazione dopo il referendum per l’indipendenza. Intanto l’Iraq deve fronteggiare anche la crisi diplomatica con Iran e Turchia in merito alal questione curda. Il Presidente turco Erdogan, a Teheran per una breve visita ufficiale che segna un rasserenamento diplomatico con l’Iran, in occasione della conferenza stampa con l’omologo iraniano, Rohani, ha ribadito la sua opposizione al referendum celebrato il 25 settembre scorso nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, annunciando che saranno prese “contromisure maggiori” nei confronti del Governatorato di Erbil. “Non esiste un singolo Paese che li riconosca, a parte Israele, ogni decisione presa con l’Intelligence israeliana non può essere ritenuta legittima” ha riferito Erdogan. Rimarca la propria contrarietà all’indipendenza del Kurdistan anche il Presidente iraniano, che usa però toni meno aspri del collega. “I cittadini del Kurdistan iracheno sono nostri buoni vicini, non vogliamo esercitare pressioni su di loro, ma i leader della secessione curda devono riconsiderare le loro decisioni”. Erdogan ha anche incontroto con la Guida suprema della Repubblica islamica, l’ayatollah Ali Khamenei.