Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Iraq, le forze peshmerga alle porte di Mosul

di Lorenzo Peluso

Mosul – Oltre 15 chilometri di territorio conquistato in poche ore dall’esercito iracheno nella riconquista di Mosul. L’operazione scattata all’alba di ieri sta vedendo sul campo l’avanzata dell’esercito iracheno alla riconquista  dei territori occupati dai jihadisti dell’Isis nei pressi della città di Mosul. In realtà l’offensiva potrebbe durare settimane. Lo ha confermato il generale Stephen Townsend, comandante della coalizione a guida Usa che combatte contro l’Isis.  “Questa operazione per riprendere il controllo della seconda città irachena continuerà probabilmente per settimane, forse più” ha sottolineato in una nota. Il premier iracheno Haider al-Abadi stanotte ha annunciato l’avvio dell’attesa offensiva. “potrebbe rivelarsi una battaglia lunga e difficili, ma gli iracheni sono preparati e noi li appoggeremo” ha detto Townsend. Dopo al presa di Mosul da parte dell’Isis oltre due anni fa, è nata una coalizione internazionale, formata da oltre 60 Paesi, che in questi due anni hanno prima addestrato e poi equipaggiato oltre 54mila soldati di Baghdad al fine di sostenere la lotta ai jihadisti tra Iraq e Siria. Prezioso il lavoro svolto dai militari italiani impegnati nell’operazione “Prima Parthica” che in due anni hanno addestrato migliaia di peschmerga. Un’attività che prosegue spedita e negli ultimi giorni nel campo di Sulymanyiah i militari salernitani provenienti da Persano hanno iniziato l’addestramento di 32 donne peshmerga che per la prima volta lavorano insieme agli uomini sulle artiglierie. E’ la prima volta che le combattenti peshmerga vengono impegnate anche nelle attività di artiglieria dopo il proficuo lavoro svolto sulle forze di fanteria terrestre. Intanto  le forze irachene avanzano, appoggiate dai peshmerga curdi, da milizie sciite e dagli aerei della coalizione internazionale. All’alba di oggi, dopo 24 ore dell’avanzata verso Mosul sono stati  liberati nove villaggi lungo il fronte di Al Jazer, a Nord-Est della città. All’offensiva partecipano anche circa 1500 combattenti sunniti iracheni, addestrati dalle forze turche. Questo è un dettaglio non da poco. Il premier iracheno, lo sciita al-Abadi, continua a sostenere che le forze turche devono lasciare l’Iraq. Intanto il presidente turco Erdogan ha affermato, ancora una volta, che è “impensabile che la Turchia resti fuori dall’offensiva”. Una circostanza che preoccupa e non poco la coalizione internazionale.