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Iraq – l’Agenzia Onu per i diritti umani denuncia: 8.000 famiglie utilizzate come ‘scudi umani’

redazione

Le forze irachene hanno dato il via all’attacco ad Al Shura, a 40 chilometri a sud di Mosul, la zona considerata la principale linea difensiva dell’Isis nel fronte meridionale per la liberazione della città. Secondo quanto riferito dal responsabile politico di Al Shura, Jaled Yaru, l’artiglieria della polizia federale ha avviato intensi bombardamenti aerei, il che prelude all’inizio dell’offensiva di terra, previsto per le prossime ore. l’Agenzia Onu per i diritti umani denuncia l’esistenza di decine di migliaia di “scudi umani” Da Ginevra, la portavoce dell’Agenzia Onu per i diritti umani Ravina Shamdasani ha confermato che i miliziani del sedicente Stato Islamico (Is) hanno rapito “decine di migliaia” di uomini, donne e bambini a Mosul, nel nord dell’Iraq, per usarli come scudi umani nel tentativo di rallentare l’offensiva lanciata dall’esercito iracheno per riconquistare la città. Ravina Shamdasani ha precisato che le famigle rapite sono “ottomila”. “Almeno 5.370 famiglie sono state rapite da Daesh dal sobborgo di Shura, altre 160 famiglie dal sobborgo di al-Qayyarah, 150 dal sobborgo di Hamam al-Alil e 2.210 famiglie dal sobborgo di Nimrud e dal distretto di al-Hamdaniya”. In aumento il numero degli sfollati fuggiti da Mosul Anche il numero degli sfollati continua ad aumentare. “Dall’inizio della nuova offensiva contro l’Is per la riconquista di Mosul ad oggi si contano 11.753 persone che hanno lasciato la propria casa per salvarsi dalla paura delle atrocità e dall’assedio, secondo gli ultimi dati che ha fornito il Ministero preposto agli sfollati ed alla migrazione”. Lo rende noto da Erbil Mustafa Jabbar, coordinatore di un organizzazione umanitaria attiva nei campi profughi del Kurdistan iracheno. Il leader curdo-iracheno Nechirvan Barzani annuncia: “Mosul potrebbe essere liberata in tre mesi” Sulla battaglia di Mosul è intervenuto anche il primo ministro della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani che ha affermato che se continueranno ad esserci progressi nell’offensiva a Mosul, nel nord dell’Iraq, la città “potrebbe essere liberata entro tre mesi. Abbiamo conquistato rapidamente i sobborghi. Comunque non è chiaro quanto sarà dura la difesa della città da parte dei combattenti dello Stato islamico. Siamo al corrente che hanno a disposizione centinaia di kamikaze – ha proseguito Barzani – L’Isis ha intere fabbriche dove vengono prodotte le sue trappole esplosive”.