Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Informazione – Accordo Abi-Fieg: il giornale ora si potrà comprare in banca

redazione

Poter comprare giornali e riviste in banca, in quelle piccole realtà locali dove manca una edicola ma c’è una filiale. Questa una delle possibilità che si aprono con il protocollo di intesa firmato oggi dalla Federazione degli editori e dall’Associazione Bancaria Italiana, unite nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e di diffusione dell’educazione societaria, finanziaria e al risparmio e di più ampie e generalizzate finalità di progresso e sviluppo. A firmare l’accordo, al termine di una conferenza stampa presso la sede degli editori a Roma, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e della Fieg, Andrea Riffeser Monti. “Vogliamo mantenere un rapporto molto stretto con i cittadini – ha spiegato Riffeser Montui – di fronte alle fake news sui social dobbiamo ristabilire la correttezza professionale, con i giornalisti che a volte si trovano a lavorare in condizioni molto difficili. Questo con l’Abi sarà un accordo che si svilupperà nei prossimi anni. La Banca potrà svolgere la funzione di distribuzione dei giornali e aiutare i cittadini a essere più informati”. Secondo Patuelli questa intesa rappresenta un sesempio di “confronto utile e innovativo, non ha precedenti. Siamo in una fase di grandi trasformazioni nell’informazione e nel mondo bancario. Apprezziamo molto il confronto che si è sviluppato su questo protocollo, perché la qualità dell’informazione è il presupposto anche per l’aggiornamento continuo” della conoscenza finanziaria dei cittadini. “Noi abbiamo 27mila filiali bancarie”, ha ricordato il presidente dell’Abi, sono “in tendenza riduttiva” ma si partiva da un massimo cui si era saliti dopo il venir meno dello storico blocco all’apertura di nuovi sportelli durato fino agli anni ’80. “Quando viene chiusa una filiale nel territorio ci sta un grande dolore e si sente una grande mancanza. Sui giornali locali leggo di battaglie per mantenere il bancomat nelle frazioni più sperdute – ha notato Patuelli -. Questo protocollo è importante perché incoraggia tavoli regionali e lo sviluppo di iniziative”.