Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Indebitamento ed investimenti. Lo stato di salute del basso salernitano.

di Lorenzo Peluso.

La provincia di Salerno è 83esima su 107 nella speciale classifica nazionale sull’indebitamento. Il dato è stato elaborato dall’ufficio studi della Cgia Mestre. Si tratta dei dati definitivi del 2017. occorre quindi maturare una riflessione attenta sulle motivazioni di questo indebitamento. vale la pena, intanto, evidenziare che nel 2016 la provincia di Salerno ha accumulato un indebitamento complessivo di 6 milioni, salito a 6,2 nel 2017 (+3,8%). L’anno scorso, l’impiego medio per famiglia è di 14.514 euro. Nel ranking regionale, meno indebitati risultano Caserta, 90esima (4.366 milioni nel 2016; 4.507 milioni nel 2017; variazione +3,2%, impieghi medi 12.956 euro); Avellino, 97esima (1.833 milioni nel 2016; 1.893 milioni nel 2017; variazione +3,3%, impieghi medi 11.208 euro); e Benevento, 101esima (1.163 milioni nel 2016; 1.199 nel 2017; variazione +3,1%, impieghi medi 10.760 euro). Per la città di Napoli la questione è diversa. Più debiti infatti per le famiglie in provincia di Napoli, 65esima in graduatoria (18.641 milioni nel 2016; 19.242 nel 2017; variazione +3,2%; impieghi medi 17.189 euro). Un ulteriore elemento di riflessione è fornito nella ricerca, sulle famiglie più disagiate. «La maggiore incidenza del debito sul reddito – riporta l’Ufficio studi Cgia, – si riscontra nelle famiglie economicamente più deboli, a rischio esclusione sociale che, statisticamente, sono tornate a crescere paurosamente: la crisi ha accentuato il divario tra poveri e ricchi». Cosa accade dunque nel salernitano, e soprattutto cosa accade nelle singole realtà territoriali? Intanto, tra  i primi dieci comuni salernitani, sotto il profilo della consistenza del reddito medio annuo per contribuente, si collocano ben 4 comuni della Costiera Amalfitana: Positano, Amalfi, Vietri sul Mare e Praiano. Tra gli ultimi dieci invece rientrano le località a sud di Salerno ricadenti nelle aree interne o comunque distanti dal litorale. “E’ il settore turistico, quello di alto profilo con servizi eccellenti ed offerta di altissima qualità che favorisce la crescita del reddito – ha commentato il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca – E’ evidente che, dove il sistema economico locale può beneficiare di consistenti iniezioni di liquidità, provento del settore di maggior traino, nel caso della Costiera il turismo, il livello economico delle famiglie residenti è accettabile, se non di livello elevato. Viceversa, dove, come nel caso delle piccole realtà delle aree interne, si fatica ad imporre un progetto di crescita che attragga risorse economiche dall’esterno, qui i residenti hanno livelli economici molto bassi, spesso anche con situazioni di oggettiva difficoltà. I dati ufficiali in questo sono chiarissimi. Il reddito medio della provincia di Salerno nel 2016 è stato di 16.109 euro, in crescita di 210 euro rispetto il 2015, anche se al di sotto delle media regionale e nazionale. Il reddito medio più alto (23.160 euro) è nella città di Salerno, nonostante il comune con i contribuenti più ricchi è Positano con 23.546. Subito dopo troviamo la Costa d’Amalfi (17.779) e a seguire l’Agro Nocerino Sarnese con 15.625; la Piana del Sele (15.579); Cilento e Vallo di Diano (14.148); e Calore – Alburni – Tanagro e Alto Medio Sele con 12.434. Senza dubbio gli incrementi nel biennio 2015 – 2016, hanno subito accelerazione dal valore aggiunto del turismo, rispetto le aree interne dove si fa ancora molta fatica. La Costiera Amalfitana, non a caso, ha registrato una crescita di 402 euro a fronte di una media provinciale di 210 euro” ha aggiunto il direttore De Luca.  Dunque quale soluzione si prospetta per il territorio? “E’ oltremodo evidente che la strada intrapresa da alcune realtà locali delle aree interne che provano a spingere sull’acceleratore dello sviluppo turistico, quello però di qualità, è la chiave giusta per aprire ad una nuova prospettiva sociale ed occupazionale, dunque anche economica per il territorio. Penso ad esempio al lavoro messo in piedi per il rilancio del massiccio del Cervati, la vetta più alta della Campania, che di suo può essere e deve essere un attrattore di turismo di altissima qualità. Non un turismo massimo, ma viceversa di nicchia, ma di profilo economico elevato. Questa è la bella intuizione che hanno avuto e sulla quale stanno lavorando realtà del nostro comprensorio, penso a Sanza, ma non solo” ha aggiunto il direttore De Luca. La risposta all’indebitamento può essere quindi il risultato di investimenti in corso? “Esiste certamente una platea di piccole e medie imprese che hanno avuto accesso al credito, grazie al nostro lavoro di banca del territorio, per sviluppare iniziative imprenditoriali che daranno nuovo smalto al sistema economico locale – ha aggiunto De Luca – il lavoro da fare però è ancora tanto. Tuttavia, siamo certo sulla buona strada. esiste poi un livello di indebitamento legato alle famiglie; qui spesso rimane ancora la casa, da costruire o da comprare, un punto fermo delle famiglie del territorio. Poi, certo, anche qui, come in altre realtà nazionali, vi è una fetta di indebitati per beni al consumo; nell’ordine fisiologico comunque” ha concluso De Luca.