Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Incidenti di caccia, in un mese 5 morti e 9 feriti

redazione

La notizia del cacciatore ucciso accidentalmente in provincia di Cosenza da un collega, riporta nuovamente l’attenzione sul gran numero di incidenti che costellano ogni anno la stagione venatoria. L’Abruzzo quest’anno, “con una scelta di civiltà, ha impedito, unica regione italiana, la caccia nel mese di settembre. Non è ancora sufficiente – rileva il Wwf in una nota – perché non sono state poste ulteriori limitazioni, in particolare in un periodo siccitoso come quello che stiamo vivendo e dopo un’estate tormentata dagli incendi, e soprattutto perché sono state comunque autorizzate battute di caccia al cinghiale mascherandole come caccia di selezione in periodi e luoghi non adatti a questo tipo di attività. Ma è comunque almeno qualcosa”. Alla luce di quanto accaduto durante quel mese, il Wwf dà dunque atto al presidente D’Alfonso, all’assessore Pepe, alla Giunta e al Consiglio regionale “di aver fatto la scelta giusta, anche e soprattutto per la pubblica incolumità”. Secondo i dati raccolti dall’Associazione vittime della caccia (AVC), relativi appunto ai disastri provocati dai fucili in tutto il resto d’Italia nel mese di settembre, sono state infatti 14 le persone colpite dai proiettili, 5 delle quali morte, mentre tra i feriti c’è anche una bambina, raggiunta da un proiettile nel giardino di casa. Scendendo nel dettaglio, in meno di un mese (la stagione è iniziata il 17 settembre ma ci sono state preaperture in diverse regioni) l’AVC segnala tra i cacciatori 5 morti e 7 feriti, cui vanno aggiunti 2 feriti non cacciatori, colpiti accidentalmente.