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Inchiesta SMA Campania. Il legale di De Luca: presto chiariremo la sua estraneità

redazione

In qualità di difensore di Roberto De Luca (secondogenito del governatore della Campania Vincenzo e assessore al Bilancio del Comune di Salerno), coinvolto nell’inchiesta della procura partenopea sulla Sma Campania, l’avvocato penalista Andrea Castaldo precisa, con una nota, che “per un doveroso rispetto del lavoro degli organi inquirenti non è possibile fornire ulteriori informazioni”. “Le indagini in corso – aggiunge il legale – consentiranno di chiarire in tempi rapidi l’assoluta estraneità del mio assistito ai fatti contestati e derivanti da una peraltro ambigua e provocatoria interferenza illecita nella sua vita privata e professionale”. Ma la situazione rimane molto complessa. “Dall’indagine di Napoli e dall’inchiesta di Fanpage non emerge purtroppo nulla di nuovo, se non qualche nome. Se le accuse risulteranno fondate si avrebbe solo l’ennesima conferma dell’esistenza di un devastante quadro di corruzione e di collusione tra malapolitica, un certo mondo dell’imprenditoria e mafie. Ma soprattutto si avrebbe l’ennesima conferma che resiste un sistema criminale integrato in cui la politica inquinata, a destra come a sinistra, non solo è complice ma il più delle volte è essa stessa ad offrirsi alle organizzazioni criminali per lucrare tangenti sugli appalti, a cominciare da quelli legati al grande affare dello smaltimento dei rifiuti”. Lo dichiara l’ex pm antimafia Antonio Ingroia, fra i fondatori della Lista del Popolo per la Costituzione. “La politica – aggiunge – dimostra ancora una volta di essere allergica al principio di responsabilità, di non sapersi riformare. Cambia qualche faccia, ma restano le peggiori abitudini. Colpa anche dell’evidente inadeguatezza della normativa anticorruzione vigente, frutto dell’ennesimo compromesso al ribasso. Se davvero si vuole sconfiggere la corruzione bisogna ricorrere agli stessi strumenti che bene hanno funzionato contro la mafia. Si tratta di colpire i corrotti sul piano finanziario, estendendo loro le misure patrimoniali introdotte dalla legge La Torre del 1982 per i mafiosi. Dunque sequestro e confisca preventivi dei beni di provenienza sospetta per i pubblici ufficiali indiziati dei reati più gravi: corruzione, concussione, corruzione giudiziaria. E’ il fulcro della proposta di legge La Torre bis, un articolato normativo che nella scorsa legislatura il Parlamento non ha mai voluto prendere in esame e che la Lista del Popolo per la Costituzione riproporrà a tutte le forze politiche nella prossima legislatura. Così – conclude Ingroia – vedremo chi vuole davvero colpire il sistema delle tangenti e chi invece vuole mantenere le cose come stanno”. Intanto arrivano i primi provvedimenti politici. “In coerenza con la linea di assoluto rigore con cui la Regione Campania attua le proprie azioni nella gestione del ciclo dei rifiuti, alla base anche del Protocollo di legalità con l’Anac, domani alle 12 presso la sede della Regione in via Santa Lucia, si terrà l’assemblea del socio unico della società SMA Campania per la revoca e sostituzione del consigliere delegato”. Lo annuncia, con una nota, il vice presidente e assessore all’Ambiente Fulvio Bonavitacola.