Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Siria ben 12mila miliziani Isis nelle prigioni curde.

di Lorenzo Peluso

Foto La Press.

Hasakeh è una città del nordest della Siria. Nelle celle della sua prigione sono rinchiusi uomini sospettati di appartenere all’Isis. Secondo fonti curde, sarebbero circa 12 mila i miliziani affiliati all’Isis, tra siriani, iracheni e foreign fighters provenienti da 54 paesi, trattenuti nelle carceri curde del nordest siriano. L’esercito dei foreign fighters, i combattenti stranieri che si sono uniti all’Isis, ha terrorizzato l’Occidente quando era in attività e ora lo divide perché nessuno ne vuole la responsabilità. L’uccisione di Abu Bakar Al Baghdadi, ha fatto dire al presidente americano, Donald Trump, che gli europei “sono stati una grande delusione” perché non hanno voluto riprendersi indietro i loro prigionieri. Anche il presidente turco Erdogan, riferendosi agli occidentali senza mai nominarli, a difesa dell’offensiva turca nel Nord-est siriano contro i curdi, sottolineando che “questi che non permettono nessuna parola o comportamento favorevole alla Turchia, mostrano tutte le forme di comprensione quando permettono nei loro Paesi che vengano sventolate le bandiere del PKK che loro stessi considerano un’organizzazione terrorista”. “Sappiamo che fuggite – ha detto ancora Erdogan rivolgendosi sempre ai paesi occidentali – per non ricevere i terroristi vostri cittadini e membri dell’Isis. Siete stati voi ad averli addestrati, perché allora non li accogliete?” Parlando davanti al gruppo del suo partito al parlamento, il capo di stato turco ha anche detto: “Alcuni stati danno la caccia a terroristi che considerano una minaccia per la loro sicurezza e li elimina, anche la Turchia gode dello stesso diritto”. Con l’offensiva turca contro le zone curde nel nord della Siria, diversi combattenti sono riusciti a evadere. Alcuni fonti parlano di oltre 500 persone scappate. I curdi avevano avvertito diverse volte che non sarebbero stati sempre in grado di gestire le prigioni. La Turchia, da parte sua, aveva dato garanzia di processare in patria i cittadini turchi che si erano uniti al sedicente Stato islamico. Gli altri Paesi, Francia e Gran Bretagna in testa, non si sono ancora sbilanciati.