Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Siria armi e munizioni esposti in stile “trionfo romano”

redazione

Gli addetti ai lavori l’hanno già catalogata nella categoria #tankporn, i russi più patriottici invece non vedono l’ora che la jihad-mobile arrivi nella loro città, ormai non più da minaccia terroristica, ma pezzo da museo: una mostra itinerante di trofei militari, sottratti ai militanti in Siria è in partenza per tutta la Russia. Attualmente i “pezzi dell’esposizione” sono al Parco delle Forze Armate russe “Patriot”, fuori Mosca: armi, equipaggiamenti, munizioni. Saranno caricati su un treno speciale, che partirà per le città russe. Per Vladimir Putin è un po’ come nell’antica Grecia o nell’antica Roma, quando le vittorie militari erano celebrate con una mostra delle armi e degli stendardi catturati. Ma più che ricalcare lo stile “trionfo romano”, il treno “Svolta siriana” si colloca sul binario della Transiberiana, toccando quasi tutte le principali città della Russia da Mosca a Vladivostok e ritorno: 61 fermate. In ogni città, la mostra farà una sosta per diverse ore. Ci sono le mine e l’artiglieria di organizzazioni terroristiche a partire dall’Isis, di produzione industriale e artigianale, ordigni con bombole di gas per uso domestico, nonché armi da fuoco estere sequestrate da militanti, tra cui numerose repliche di Kalashnikov AK-74. Il via potrebbe essere il 23 febbraio, per il giorno del Difensore della Patria, data per celebrare in Russia il coraggio militare e la forza da macho. Si prevede che il treno speciale viaggi per 75 giorni e ritorni a Mosca alla vigilia delle festività del 9 maggio, giorno della vittoria sulla Germania nazista. Gli equipaggiamenti militari sottratti ai terroristi saranno collocati su piattaforme ferroviarie separate: dal carro armato T-55 di produzione sovietica al veicolo da combattimento della fanteria meccanizzata AIFV o YPR-765 (produzione inizialmente americana), dal veicolo da assalto blindato YPG EAGLE HEAD (già ribattezzati MadMax dell’ISIS), ai semoventi JSFU di Aardvark (veicoli di fabbricazione britannica per lo sminamento), sino alla jihad-mobile basata sulla Jeep Grand Cherokee. Il messaggio è sin troppo chiaro: una celebrazione della vittoria russa in Siria, giusto se l’elettorato se ne fosse dimenticato. Come già Vladimir Putin aveva dichiarato da Latakia a dicembre 2017, in piena campagna elettorale per il quarto mandato presidenziale: Mosca non dimenticherà mai i sacrifici e le perdite nella lotta al terrorismo in Siria e in Russia, sottolineando che i suoi militari “tornano con gloria” dal Paese mediorientale, dopo una campagna durata oltre due anni e che ha comportato anche perdite, non solo successi. Dalla istituzione della base russa di Latakia il 30 settembre 2015 per mano della Difesa russa, a oggi.