Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Libano centinaia di civili processati dal tribunale militare.

di Lorenzo Peluso.

Beirut – Le cose non possono andar bene se accade, nel 2017, che centinaia di civili, anche minori, vengano processati nei tribunali militari. Non può passare nel silenzio il fatto che molte di queste persone poi vengano torturate durante gli interrogatori e nessuno ne parli. Accade in Libano. La notizia arriva da una denuncia di Human Rights Watch (Hrw). L’organizzazione umanitaria ha realizzato  una ricerca dove vengono esplicitati i numeri di questo dramma. Hrw ha quindi invitato il Governo libanese a porre fine a questa pratica che non garantisce un processo giusto agli imputati. Secondo l’associazione Unione per la protezione dei bambini in Libano sono 355 i minori che hanno subito processi in corti militari. La relazione di Hrw evidenzia tra le testimonianze raccolte, quella dell’avvocato di Haitham, un ragazzo siriano di quindici anni. “Al processo il giudice non ha tenuto in considerazione i segni di tortura evidenti sul suo corpo. Haitham durante l’interrogatorio aveva confessato qualunque cosa, di voler uccidere il Primo Ministro e di voler nuovamente crocifiggere Gesù” pur di porre fine alle torture. Secondo la legge libanese i tribunali militari possono giudicare i civili per spionaggio, tradimento, possesso illegale di armi.  Quello che sta per accadere è che in Libano stanno per essere giudicati dalle corti militare anche alcuni attivisti che nel 2015 si erano confrontati con la polizia nel corso delle manifestazioni legate alla crisi dei rifiuti. Hrw sostiene che almeno 14 giovani  rischiano fino a tre anni di carcere. Il processo si trascina da ottobre 2015. Il Ministero della Difesa libanese intanto con una lettera pubblica ha risposto che le affermazioni dell’organizzazione non sono “basate su fatti comprovati” e che “la magistratura militare a tutti i livelli rispetta le norme nazionali e internazionali di diritto, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani”. Rimane il fatto che la comunità internazionale rimane sorda a questi appelli che arrivano dalla società civile libanese; un paese che è vietato, in virtù dell’accordo internazionale sui diritti civili, ratificato nel 1972. E’ pur vero però che in Libano è in vigore un codice di giustizia militare che risale al 1968. Forse è ora che qualche cosa cambi anche nel Paese dei Cedri.