Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Italia cresce il consumo di birra, nel 2018 consumati 20 milioni di ettolitri

redazione

In Italia nel 2018 sono stati consumati 20.319.000 ettolitri di birra, un numero importante secondo Assobirra, l’associazione che riunisce il 90% dei produttori nazionali. “Abbiamo superato la soglia psicologica dei 20 milioni” ha detto soddisfatto il presidente Michele Cason presentando il rapporto annuale sul mercato birrario che quest’anno contiene un focus sulla situazione fiscale del settore. A fronte, infatti, di una crescita dei consumi del 3,2% e della produzione nazionale del 4,7%, la birra ad oggi subisce una tassazione che può raggiungere anche il 50% del prezzo di vendita, se ci si riferisce ai prodotti venduti nei supermercati (che rappresentano oltre il 60% della birra venduta in Italia). Per la verità nel triennio 2017-2019 c’è stata una riduzione delle accise sulla birra che si aggira intorno all’1,7%, dopo un triennio di aumenti. “La strada intrapresa del governo e dal Parlamento è decisamente quella giusta – afferma Alfredo Pratolongo, vicepresidente di Assobirra – ma a fronte di aumenti del 30% nel triennio 2013-2015, le diminuzioni nel triennio 2017-2019 non raggiungono neppure l’1,7%. Quindi occorrerebbe aumentare la velocità e la profondità di questa road map per poter tornare a livelli pre-crisi in tempi ragionevoli”. Del resto, sottolinea Pratolongo, la birra è “l’unica bevanda da pasto a pagare le accise, che per di più sono una tassa regressiva, cioè è inferiore per i prodotti di fascia alta e maggiore per le birre più popolari”. Oggi il settore birrario in Italia dà lavoro complessivamente a 140.700 persone, 700 in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Anche le esportazioni registrano un segno positivo con 3 milioni di ettolitri venduti all’estero, in aumento del 6,6% sul 2017. Le importazioni, dal canto loro, lo scorso anno hanno registrato un leggero incremento (+1,2%), per un valore complessivo di 6.948.127 di ettolitri. Va detto che nel nostro Paese la birra resta ad oggi una bevanda prevalentemente da pasto, mentre non è così all’estero. Questo lascia intravedere “potenzialità ancora enormi” per la crescita del mercato anche se questo “dipende dal governo e dai segnali che vorrà darci”, ha sottolineato Cason. “Il comparto è pronto a scommettere sul Paese, dialogando con le istituzioni nazionali ed europee – ha aggiunto – per modificare la legge nazionale sulla produzione che ormai ha oltre cinquant’anni e la riforma della Politica Agricola Comunitaria con l’obiettivo di incentivare filiere virtuose come quella dell’orzo da birra”. A tal proposito va detto che l’aumento della produzione di birra nazionale ha poi favorito una crescita del malto italiano (+5,5%), passata dalle 75.800 tonnellate del 2017 alle 80.000 del 2018, e un aumento dell’import di luppolo, salito nel 2018 del 20,8%, da 2.748 a 3.320 tonnellate. “Nonostante sia tra le più storiche e virtuose, la filiera italiana della coltivazione di orzo brassicolo e la sua seguente maltazione – spiega Antonio Catalani, vicepresidente AssoBirra con delega a Filiere e Sicurezza Alimentare – non è mai stata, finora, pienamente compresa ed adeguatamente supportata dalle istituzioni. L’Italia importa due terzi del fabbisogno di malto e come associazione da anni chiediamo con fermezza che vengano sostenute tutte quelle filiere agricole che soddisfano sia requisiti di tracciabilità della materia prima sia i concetti di sostenibilità, diversificazione e difesa del suolo”. Un ultimo aspetto non trascurabile, che racconta anche una crescita progressiva della cultura birraria nel nostro Paese, è dato dal boom dei micro birrifici. Oggi in Italia ce ne sono 862, per una produzione di 504.000 ettolitri, in crescita del 4,3% sul 2017. “L’associazione – annuncia Matteo Minelli, vicepresidente con delega ai micro birrifici – intende adottare nei prossimi mesi una serie di azioni per continuare a favorire la competitività dei micro birrifici e sostenere lo sviluppo di un comparto che, negli ultimi 10 anni, è cresciuto dell’824% e che oggi rappresenta il 3,1% della produzione di birra in Italia”.