Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Iraq scoperta la “buca del terrore”.

di Lorenzo Peluso.

Era conosciuta da tempo come “la buca del terrore”. Alcuni uomini che sono riusciti a mettersi in salvo dal terrore dei miliziani del califfato a Mosul, avevano già raccontato alcuni mesi fa di questa minaccia constante che gli uomini di Al Baghdadi usavano fare durante gli interrogatori. Ora l’orrore è venuto fuori, con più forza di quanto si possa immaginare. Una fossa comune dove non si consoce il numero delle vittime. Alcune testimonianze parlano di almeno 4mila cadaveri. la grossa buca di al Kasah, a pochi chilometri dalla cittadina di Hammam al Alil, a 15 chilometri a sud di Mosul. Fino a qualche giorno fa di certo vi era che lo scorso mese di novembre, proprio ad al Kasah erano stati condotti dagli jihadisti oltre 200 tra reclute ed ex poliziotti dove erano stati poi assassinati. La conferma in alcuni rapporti Onu su interlocuzioni con il Parlamento iracheno. per alcuni mesi anche gli abitanti del villaggio hanno avuto il terrore di raccontare quello che li accadeva da tempo. Nonostante il villaggio infatti fosse stato liberato dai miliziani jihadisti a fine novembre dalle forze della coalizione, solo nei giorni scorsi, raccolte le informazioni dei civili che raccontavano della grande buca usata dai jihadisti per le esecuzioni e come cimitero collettivo per gettare i cadaveri delle loro vittime, sono iniziate le ricerche. Hussein Khalaf Hilal, un uomo di 73 anni sul cui viso si legge il terrore ed il tormento per quanto ha vissuto ha raccontato di essere scampato alla sua esecuzione all’ultimo istante, quando dalla disperazione ha giurato fedeltà al califfato. “Sono entrati a casa mia con violenza, mi hanno bendato e legato poi portato sulla fossa. : Volevano che giurassi fedeltà al Califfo”. L’anziano testimone ha riferito che i jihadisti obbligavano le vittime a prendere una pillola e poi ordinavano a quegli stessi uomini di buttarsi da soli nella fossa. Un’esecuzione che avveniva per gruppi di dieci o quindici persone per volta. In realtà già in novembre ad Hammam Alil fu scoperta una fossa nel campus dell’istituto di Agricoltura della città con cento cadaveri decapitati. L’insistente notizia che circolava tra la popolazione irachena a Mosul ha portato quindi a questo nuovo rinvenimento. Sul posto si stava recando anche la giornalista della tv curda Rudaw, Shafa Gardi quando, sabato scorso è saltata in aria calpestato un ordigno improvvisato. Fonti irachene hanno confermato che Shafa  doveva incontrare per intervistarlo un comandante delle milizie sciite che lo avrebbe accompagnato sul posto. L’orrore a Mosul non finisce qui. I miliziano dello Stato Islamico infatti, in vista della definitiva caduta di Mosul alle forze della coalizione stanno dando la caccia a miliziani accusati di essere fuggiti dai campi di battaglia. Una vera e propria “black list” di 143 miliziani è stata distribuita a tutti i check-point a Mosul e nelle zone della provincia di Niniveh.   L’ordine è di arrestare i fuggitivi e portarli davanti ai comandanti del Califfato. Intanto l’offensiva delle forze irachene, battezzata “Stiamo Arrivando Niniveh” prosegue. La riconquista definitiva di Mosul è questione di ore.