Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Afghanistan, una bomba ad orologeria.

di Lorenzo Peluso

Kabul – La guerra in Afghanistan non si è mai conclusa, anzi ora più che mai servono più truppe per fronteggiare i talebani che dall’appoggio di attori esterni starebbero sabotando il lavoro del governo afghano, riprendendo  il controllo del Paese. L’allarme è stato lanciato dal comandante delle truppe statunitensi e della coalizione in Afghanistan John Nicholson che ha chiesto formalmente rinforzi durante un’audizione al Senato di Washington. Nicholson ha chiesto alcune migliaia di militari da inviare con immediatezza in Afghanistan. “È un contributo che può venire anche dagli alleati, oltre che dagli Stati Uniti. Ci sono richieste per consiglieri e addestratori anche per il livello più basso, così queste forze addizionali potrebbero consentirci di accrescere le nostre attività di advisoring anche nei vari Ministeri afghani, anche a livelli più bassi” ha riferito Nicholson. La situazione rischia dunque di precipitare. Gravi poi le accuse di Nicholson su un’influenza sempre più pressante pakistana, ma anche russa e iraniana sulla questione afghana. “Resto preoccupato dall’influenza di alcuni attori esterni, in particolare il Pakistan, la Russia e l’Iran, che continuano a legittimare e supportare i Taleban e minare gli sforzi del governo afghano per creare un Afghanistan stabile” ha detto ancora Nicholson. Occorre ricordare, intanto che, attualmente ci sono, in Afghanistan, oltre 8.000 militari americani. In buona parte impegnati nell’addestramento delle truppe afghane, ma non basta secondo Nicholson: bisogna accrescere la capacità di lotta al terrorismo, attualmente affidata, con costi accresciuti, ad alcuni contractor. Non si esclude quindi che presto potrebbe arrivare una richiesta formale di aumentare la presenza anche dei militari italiani in Afghanistan, presenti in teatro da ben 14 anni dove abbiamo contato già 53 militari caduti ed alcuni civili.