Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Afghanistan oltre 10.000 i civili uccisi o rimasti feriti nel 2019

di Lorenzo Peluso

Sono oltre 10.000 i civili uccisi o rimasti feriti nel 2019 in seguito alla guerra in Afghanistan: lo ha reso noto oggi la missione di assistenza delle Nazioni Unite nel Paese (UNAMA). Secondo l’Onu il conflitto ha causato l’anno scorso la morte di 3.404 civili, mentre altri 6.989 sono rimasti feriti, per un totale di 10.393 persone. Si tratta di un calo del 5% rispetto al bilancio del 2018, ma il 2019 è stato comunque il sesto anno consecutivo in cui i morti ed i feriti hanno superato la soglia delle 10.000 unità. Intanto da oggi, sabato 22 febbraio  e per una settimana, in Afghanistan entrerà in vigore una “riduzione della violenza”, frutto dei duri negoziati in Qatar fra i talebani afghani e gli Stati Uniti. Lo annuncia il governo di Kabul. Se la riduzione della violenza (qualcosa di meno di una tregua vera e propria) diventerà effettiva, dovrebbe aprire le porte a un accordo per un ritiro delle truppe Usa dal territorio afghano in cambio di “garanzie sulla sicurezza” da parte dei talebani. “Accolgo con favore l’annuncio che è stata raggiunta un’intesa su una significativa riduzione della violenza in Afghanistan”. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg precisando che “questo è un test critico della volontà e della capacità dei talebani di ridurre la violenza e contribuire alla pace in buona fede”. “Ciò potrebbe spianare la strada a negoziati tra afghani, pace sostenibile e garantire che il paese non sia mai più un rifugio sicuro per i terroristi”. Il segretario generale ricorda che “gli alleati della Nato sono in Afghanistan dal 2001” e che “attualmente la Nato ha 16mila truppe nel paese per sostenere le forze di sicurezza afghane con addestramento e finanziamenti, in modo che possano creare le condizioni per la pace”. La Nato “rimane impegnata per la sicurezza e la stabilità a lungo termine dell’Afghanistan”.