Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Afghanistan l’infame attacco all’ospedale di Kabul

di Lorenzo Peluso.

Non c’è spazio nell’informazione occidentale, forse non c’è neppure voglia di sapere negli occidentali, impegnati come sono a comprendere se da lunedì prossimo si potrà uscire per andare a fare visita agli amici, che non vediamo da circa tre mesi. Intanto però il mondo, quello dove si combattono guerre silenziose, senza riflettori accesi, continua il suo corso. Dunque muoiono bambini, famiglie. Donne ed anziani. Non fa più notizia ma è accaduto ancora. Ieri, tredici persone, tra cui due neonati, sono morte nell’attacco di uomini armati nell’ospedale di Kabul dove operano Medici senza Frontiere. La “malvagità” dell’attacco all’ospedale di Dasht-e-Barchi a Kabul è colpire un luogo dove nascono i bambini, dove ogni giorno transitano per qualche ora le mamme solo per dare alla luce i propri figli. ha riferito in una nota Msf. A Kabul, in quell’ospedale, Msf gestisce il reparto maternità con 100 letti. “L’ospedale – rende noto l’ong – è l’unica struttura per i parti di emergenza e con complicazioni in un quartiere con una popolazione di oltre un milione di persone. Gestiamo le sale travaglio e le sale parto, una sala operatoria, una sala risveglio, un reparto di maternità e un’unità neonatale”. “Nel 2018, le nostre équipe hanno assistito oltre 15.000 parti e più di 1.300 neonati in gravi condizioni sono stati ricoverati nell’unità neonatale. Supportiamo inoltre un altro ospedale della zona con personale, formazione e farmaci essenziali al fine di aumentare la capacità della struttura di fornire servizi di maternità”, conclude Msf. Ma questo poco conta. Certo siamo tutti presi dalla strage silenziosa del Covid che ha portato morte e disperazione nelle nostre case. In Afghanistan si muore anche di Covid, ma non è il peggior nemico. Ieri infatti un altro attacco kamikaze si è consumato durante un funerale a Jalalabad. Altre decine di persone sono rimaste uccise o ferite. Fonti locali confermano che l’attacco suicida ha provocato almeno 40 tra morti e feriti. Verso le 11:00 un kamikaze ha fatto detonare i suoi esplosivi durante la cerimonia di un funerale. Il mondo comunque continua la sua vita. E’ giusto così, forse. Forse no.