Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Afghanistan la speranza resta negli occhi dei bambini.

di Lorenzo Peluso.

Esiste un’unica strada percorribile per l’Afghanistan che guarda al futuro: l’istruzione. Cambiare radicalmente l’approccio alla conoscenza, ampliando gli  spazi di informazione e la crescita culturale. E’ questa la strada per combattere il radicalismo talebano e l’integralismo di matrice islamica che, come la storia ha insegnato, porta solo al terrorismo. Nel Paese degli aquiloni oltre il 60% della popolazione è analfabeta e circa 4 milioni di bambini afgani non hanno accesso all’educazione. E’ questa la vera sfida per combattere il terrorismo e l’estremismo, l’educazione a colpi di  libri e quaderni. E’ pur vero che passi in avanti in questa direzione, negli anni, ne sono stati compiuti. Grazie agli sforzi messi in campo dalla Coalizione internazionale, con un ruolo prioritario dell’Italia, migliaia di bambini, e soprattutto bambine, hanno conosciuto l’esistenza della scuola. Nonostante questo, circa la metà dei bambini fra i 7 e i 17 anni, praticamente  3,7 milioni, in Afghanistan non va a scuola. I dati sono contenuti in uno studio pubblicato da  “Global Initiative on Out-of-School Children: Afghanistan Country Study”. Davvero troppe, le bambine, praticamente il 60% della popolazione, che non va a scuola. Le aree a maggior dispersione coincidono con le province dove il conflitto in corso e la mancanza di sicurezza, ma anche la povertà dilagante, vedono il peggiorare della situazione. la situazione più drammatica è certo nelle provincie di Kandahar, Helmand, Wardak, Paktika, Zabul e Uruzgan. In queste aree, anche molto antropizzate, quasi l’85% delle ragazze non frequenta le scuole. Quel che preoccupa molto anche, è che nell’ultimo periodo la situazione sta peggiorando giorno dopo giorno. Un recente rapporto dell’Onu pubblicato lo scorso anno, parla di  923 bambini uccisi e 2589 rimasti feriti nel 2016 nei diversi attentati che hanno devastato l’Afghanistan. Bambini colpiti mentre andavano o tornavano da scuola. basti ricordare l’orrore vissuto il 27 gennaio di quest’anno nella capitale afgana, colpita da un attacco suicida dei talebani. Un’ambulanza piena di esplosivo saltò in aria a Chaharrahi Sedarat uccidendo 103 persone e ferendone 235. L’esplosione avvenne a 10 metri dall’ingresso della scuola femminile Malala High School. Il caso, la fortuna, il volere di Allah forse, volle che quel sabato la Malala School fosse chiusa; era un giorno festivo. La mentalità dei più giovani comunque ha subito un’accelerazione positiva in tema di istruzione. La straordinarietà della circostanza vede prevalere un desiderio di istruzione soprattutto nelle ragazze che vogliono finire la scuola e andare all’Università. I ragazzi, emulano i grandi. Dunque pensano ad altro. Numeri confortanti comunque per chi va a scuola.  La percentuale di abbandono scolastico è molto bassa. L’85% dei ragazzi e delle ragazze che iniziano la scuola primaria vanno avanti e completano gli studi. Poi, nel prosieguo, il 94% dei ragazzi e il 90% delle ragazze iscritti alla scuola secondaria inferiore completano tutto il ciclo di studi. la responsabilità di un futuro possibile comunque è nelle corde dell’attuale governo afghano che ha dichiarato il 2018 come ‘l’anno dell’istruzione”. Quello che manca di certo è la presenza di un numero di scuole sufficienti, in tutto il Paese. Poi, altro punto debole è la carenza di insegnanti donne. Ma la strada è quella giusta, il tempo darà tutte le risposte, anche al popolo afghano. La speranza infatti resta negli occhi dei bambini.