Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

In Afghanistan a morire sono i civili.

di Lorenzo Peluso.

E’ una terra lontana, troppo lontana dall’Europa. Probabilmente è questo, insieme al fatto che da troppi anni, e per troppi anni, nel linguaggio comune abbiamo imparato i termini talebani, terrorismo, morti. Afghanistan. Dunque non fa più notizia cosa accade a Kabul. A tre anni o poco più dalla conclusione della missione internazionale Resolut Support, che ha visto impegnati in Afghanistan migliaia di soldati occidentali, nella coalizione a guida americana, tra cui anche migliaia di soldati italiani, in Afghanistan è cambiato poco o nulla. Anzi, peggio, se possibile. Negli ultimi due anni le sacche di resistenza dei taliban, hanno ripreso vigore e poi man mano il controllo di aree da dove erano statti cacciati, grazie al sacrificio di migliaia di soldati, morti sul campo. Tra questi anche 53 soldati italiani. Ora l’Afghanistan si presenta come una bomba ad orologeria che nel mentre, nell’attesa della sua esplosione definitiva, fatta di violenza e repressione, fa ogni giorno vittime su vittime. Spesso, anzi quasi sempre, civili inermi. Quasi 2.300 i civili  uccisi o feriti in bombardamenti in Afghanistan nel 2017, il bilancio più alto mai registrato nel Paese dalle Nazioni Unite e attribuito agli insorti. Complessivamente, 57 attacchi suicidi e altre forme di attentato hanno causato 605 morti e 1.690 feriti, il +17% in più rispetto all’anno precedente, diventando con l’esplosione di mine e altri ordigni la principale causa di morte e lesioni. La fotografia che lascia poco spazio all’immaginazione è stata scatatta dalla missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan nella sua relazione annuale sulle vittime civili. Le forze delal coalizione, presenti nel paese, sono impegnate nelle attività di addestramento e supporto all’esercito afghano. In realtà, ora più che mai, se nel breve periodo non si riorganizzerà una nuova missione combat, per affrontare, nuovamente il pericolo talebani e le frange Isis, pur presenti nel paese, la situazione è destinata a registrare un pauroso e pericoloso ritorno al passato.