Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Immobiliare – La crescita del comparto è rallentata rispetto alle attese.

redazione

La crescita dell’economia è rallentata rispetto alle aspettative, di conseguenza rimane un atteggiamento di cautela nel ripensare le proprie strategie di business. È il quadro che emerge dalle rilevazioni dell’indagine “Sentiment del mercato immobiliare”, la ricerca nata da un’idea di Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, e condotta da Claudio Cacciamani, docente dell’Università di Parma. Come evidenziano anche altre analisi (ad esempio gli studi più recenti di Scenari Immobiliari), a fronte di un trend vivace riscontrato a fine 2017, il 2018 sembra orientarsi maggiormente verso una prospettiva di sostanziale stabilità o moderato sviluppo. Nel I quadrimestre del 2018 sono ulteriormente migliorate le aspettative degli operatori immobiliari, che sulla ripresa economica per il futuro si sono dichiarati più ottimisti rispetto al passato: ciononostante nel complesso l’indice che sintetizza il Sentiment, ovvero il Fiups, è passato da 19,59 a 19,51. L’indagine, elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, si basa su interviste rivolte a circa duecento operatori del mercato, appartenenti ai settori del trading, development, property management, facility management, progettazione, valutazione, consulenza e finanza immobiliare. Passando ai numeri, il 62,5% del campione ritiene vi sia stato un miglioramento dei principali indicatori macroeconomici, con la percezione di una crescita nei prossimi mesi (lo sostiene oltre il 45% del campione intervistato). Anche il real estate viene considerato in un quadro ottimista, seppure in un contesto di generale stabilizzazione (secondo il 28% degli operatori). A giudicare dalla vivacità della business community, che continua a incontrarsi in eventi e fiere di settore, molto probabilmente ci si interroga ancora su come modulare la propria strategia di lavoro e investimento sulle mutate tendenze nell’economia e nella società. Diretta conseguenza di questo atteggiamento è la convinzione che i prezzi si manterranno sui livelli degli ultimi anni o, tutt’al più, che cresceranno a ritmo moderato, mentre i tempi di vendita vengono dati in fase di stabilizzazione o addirittura in aumento. Sul fronte geografico, rimane la percezione che il Nord Ovest riscontri la maggiore crescita su tutti i comparti, tranne che per l’industriale, per il quale risulterebbero privilegiate le località del Nord Est, e il settore degli alberghi, per il quale Centro e Sud avrebbero la maggiore probabilità di crescita. Roma risulta al secondo posto, dopo Milano, tra le mete di investimento più interessanti per i settori residenziale, uffici e negozi, ed è al primo posto per il settore alberghiero. Nel focus sulle due principali destinazioni, Roma e Milano, sembra che il centro cittadino sia ritenuto particolarmente appetibile per gli investimenti nel settore commerciale mentre per gli uffici le zone semi-centrali, infine per l’industriale vengono preferite le zone periferiche. Rimangono invece piuttosto stabili le prospettive degli intervistati rispetto alle scelte di investimento dei grandi investitori: fondi pensione, compagnie di assicurazione e casse di previdenza continueranno a investire allo stesso modo sui veicoli finanziari legati al mattone. Le loro scelte, tuttavia, rimangono selettive e spesso focalizzate sulla razionalizzazione del patrimonio immobiliare. In particolare, i soggetti qualificati punteranno sugli uffici, soprattutto i fondi pensione, passando da un 50 a un 70 per cento circa di preferenze verso questo comparto. Altro settore interessante è quello degli alberghi e dell’hospitality in generale. Un’ulteriore tendenza riscontrata riguarda il legame diretto tra crescita dell’inflazione e immobiliare, che viene considerato comunque un bene rifugio rispetto all’andamento dell’economia. Anche lo strumento dei Pir è considerato importante per lo sviluppo del settore, dal 58,5 per cento circa degli intervistati. Dopo un 2017 positivo, ancora cautela nell’immobiliare