Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il vuoto oltre le parole

di Maddalena Robustelli

Ieri in Israele si è celebrata la commemorazione ufficiale dell’Olocausto, mentre qualche giorno prima un comunicato stampa della CGIL di Salerno notiziava del taglio dei fondi regionali per il Museo della Shoah di Campagna.
Entrando nel merito della vicenda, il segretario provinciale Tavella dichiarava vergognosa la scelta “perché il polo museale è nato proprio per trasmettere alle nuove generazioni messaggi positivi di umanità e generosità, tant’è che la città che lo ospita è stata insignita della medaglia d’oro dal Presidente Napolitano”. Evidentemente il negazionismo storico, alla base della richiesta di abolire il 25 aprile, avanzata da molti esponenti della destra salernitana, ha sortito i suoi effetti, come pure il manifesto dell’on. Cirielli per tale ricorrenza deve aver avuto non poca influenza sulla scelta della giunta regionale di tagliare i fondi al suddetto museo. D’altronde chi arriva a ritenere che l’Italia sia stata liberata solo dagli americani, può arrivare finanche a negare l’olocausto ed a ritenere che sia giusto chiudere il polo museale di Campagna, dedicato alla memoria del questore Palatucci, che col suo operato riuscì a salvare la vita di migliaia di ebrei, evitandogli lo sterminio nei campi di concentramento.In tale contesto appare più che necessario aprire una pausa di riflessione, auspicando un approccio al suindicato tema scevro da condizionamenti aprioristici e pregnante di contenuti storici. Invece la campagna elettorale di Salerno ha fuorviato gli animi ed ha reso poco concludenti le prese di posizione o peggio ancora le dichiarazioni ufficiali sui temi in questione. La replica alle affermazioni di Tavella da parte del coordinatore provinciale del Pdl Russo ha, indubbiamente, il merito di non essere entrata nel merito del problema, ma di configurarsi come l’ennesima occasione di fare campagna elettorale a favore del centro-destra. Ma quel che risulta sbalorditivo è che il suddetto esponente politico ha utilizzato le stesse parole del consigliere comunale uscente Celano (Pdl) che, da presidente della società provinciale Ecoambiente, aveva, pochi giorni prima, anch’egli attaccato il segretario provinciale della CGIL, reo di aver criticato la scelta del Presidente della giunta regionale Caldoro di non finanziare la metropolitana di Salerno, non considerandola un’opera strategica nel quadro del sistema dei trasporti regionali. Risultano, difatti, eguali le argomentazioni addotte da entrambi i rappresentanti politici del centro-destra: “sarebbe opportuno che Tavella pensasse di più ai problemi dei lavoratori dei consorzi di bacino” (Russo); “perché Tavella non ha protestato per difendere i diritti dei lavoratori dei Consorzi” (Celano). Per dirla con il buon Di Pietro, “che c’azzeccano” queste dichiarazioni con il mancato finanziamento alla metropolitana di Salerno ed al Museo dell’Olocausto di Campagna? Bisogna essere certamente a corto di parole per ripetere sempre la stessa cantilena per qualsiasi occasione. Alla luce del  Vangelo secondo Luca, che così recita: “rendimi conto della tua amministrazione perché non potrai più amministrare”, sarebbe stato opportuno prendere le distanze dalle decisioni regionali sbagliate ed incidere politicamente sulle stesse per tutelare gli interessi della provincia di Salerno tutta. Quasi quasi viene da rimpiangere la fase di espansione del progetto Principato d’Arechi, allorquando si rivendicava la necessità di costituire una nuova regione per riappropriarsi dei fondi “scippati da Napoli a Salerno”. Oggi come oggi, però, c’è la tregua istituzionale per la buona riuscita della campagna elettorale della candidata a sindaco del Pdl Ferrazzano e si è conseguentemente ritornati sudditi del Regno di Napoli. C’è pure la “discesa” in città di ministri, sottosegretari, deputati, senatori del centro-destra, per convincere i salernitani a votarla, forte della sinergia istituzionale tra Provincia, Regione e Governo, “perché quando si ha lo stesso colore si parla la stessa lingua e le parole arrivano più veloci e meglio”(La Russa). Chissà se tutti questi rappresentanti istituzionali conoscono il Vangelo secondo Luca, visto la paura pesante a rendicontare l’operato governativo nei confronti del Sud e quello regionale nei riguardi della provincia di Salerno e del suo capoluogo. Indecente è il termine che immediatamente viene alla mente per i silenzi fragorosi che ascoltiamo dal centro-destra e per le sue parole vuote di senso    propinateci con annunci- stampa, che sempre più riempiono le pagine di cronaca politica. Ma, si sa, questo è “l’ordinario”, ordinato sistematicamente per fare cattiva mostra di sé e di quanti ne fanno sfoggio.