Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il trionfo della pasta, boom all’estero e top trend Google

redazione

Il trionfo globale della pasta: il piatto italiano per eccellenza non è mai stato così amato in tutto il mondo, e sono i numeri a indicarlo. In 18 anni, dalla prima Giornata Mondiale della Pasta che si celebrò, neanche a dirlo, a Napoli, la produzione globale è aumentata del 57%, passando da 9,1 a 14,3 milioni di tonnellate. Sono 48 (+77%) i Paesi a produrne in quantità accettabili (oltre 1.000 tonnellate) e ben 52 (erano 30 18 anni fa) quelli che ne consumano almeno 1 kg pro capite all’anno. E anche su internet c’è sempre piu’ voglia di pasta: non per niente è tra i top trend su Google in materia di food un po’ ovunque, surclassando carne, riso, ortaggi e frutta, e finendo nella top five persino negli Stati Uniti, dove fioccano le ricerche di “rigatoni”, “ragù bolognese” e via di questo passo. Quest’anno, il 25 ottobre, sarà Mosca la sede dei festeggiamenti del World Pasta Day 2016, a rappresentare un mercato in crescita e ricordare l’importanza di questo Paese nella storia della pasta. Perché il mito dei “maccheroni” è nato nell’Ottocento anche grazie al pregiato grano russo, che i pastai italiani di Napoli, Gragnano, Torre Annunziata e Imperia si facevano spedire via nave dal Mar Nero. Per Riccardo Felicetti, Presidente dell’IPO (International Pasta Organisation), “i consumatori russi di Mosca e San Pietroburgo sono i più ‘evoluti’. Per loro la pasta di grano duro rappresenta un prodotto di eccellenza a un prezzo accessibile. Merito della fama della dieta mediterranea e del fascino della cucina italiana. Una situazione molto diversa da quella degli anni Ottanta, quando sono iniziate le prime grandi esportazioni di pasta verso il mercato russo. All’epoca era considerata soltanto un alimento economico e nutriente. Ora il costo è rimasto più o meno lo stesso, ma la percezione del prodotto è cambiata. E in meglio. La prossima sfida sarà farla incontrare con la tradizione gastronomica locale”. Una prima occasione per fare cultura di prodotto arriverà proprio il 25 ottobre, quando si riuniranno all’ombra del Cremlino oltre 200 tra pastai di tutto il mondo, rappresentanti della filiera, opinion leader scientifici, economici, media e blogger, per celebrare la pasta e i pregi nutrizionali di questo alimento sano e naturale, consumato ormai in tutti i continenti e accessibile a tutte le categorie sociali. Con l’incontro ai fornelli tra il top chef russo Vladimir Mukhin e il nostro Davide Scabin (che ha rilanciato la cottura ecologica della pasta in pentola a pressione), che racconteranno le potenzialità e le declinazioni della pasta nella cucina russa. E lo chef italiano a Mosca Valentino Bontempi preparerà per tutti una versione rivisitata delle Pennette alla vodka.”La Giornata Mondiale della pasta – afferma Paolo Barilla, presidente di AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane – ci offre ancora una volta l’opportunità di raccontare questo alimento straordinario che per la sua capacità di superare confini culturali e geografici, si candida a cibo ideale per sfamare il mondo. Rispetto a 18 anni fa, anno del primo World Pasta Day, oggi sono quasi raddoppiati – passando da 30 a 52 – i Paesi del mondo dove se ne consuma più di 1 kg a testa. In Russia la pasta è considerata una scelta sana, naturale accessibile a tutte le categorie sociali e a basso impatto ambientale. La complessa situazione geopolitica ha bruscamente interrotto la crescita del nostro export verso questo Paese, ma noi pastai nella Russia continueremo a crederci e a investire. Ci sono ancora margini per rilanciare questo mercato e tornare a crescere”. Se a Mosca la pasta è una tendenza, in Italia dimostra di essere sempre una certezza. Ancora una volta ci confermiamo paese leader per la produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia, Brasile e Russia). Siamo anche i più assidui consumatori, con 24 kg pro capite nel 2015, davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Seguono poi i paesi in cui il consumo pro capite oscilla tra gli 8 e i 9 kg: Svizzera (9,2), Usa e Argentina (8,8 kg) tallonati da Iran e Cile (8,5 kg). Con 7,8 kg pro capite, la Russia si attesta al decimo posto. Nel 2015 l’Italia ha esportato 1,8 milioni di tonnellate di pasta, il 56% della produzione. La Germania si conferma il mercato principale per gradimento di pasta tricolore, con oltre 360mila tonnellate e un’incidenza di quasi il 20% del totale, un trend in crescita anche nel primo semestre 2016 (+2,3%). Seguono Regno Unito (257mila tonnellate), e Francia (239mila tonnellate). Sono gli Usa il primo mercato di sbocco extraeuropeo (149 mila tonnellate con un’incidenza di 8,2% sul totale) seguiti dal Giappone (66 mila tonnellate e un peso del 3,6% sul totale). Nei primi sette mesi del 2016, i mercati più dinamici per la pasta italiana sono stati: in Asia la Corea del Sud (+20,6%) e la Cina (+16,4%), mentre si è registrato un vero e proprio boom negli Emirati Arabi Uniti (+67%). Nelle Americhe l’exploit della Colombia (+22%) e le conferme di Usa (+7,3%) e Canada (+6,7%). Mentre in Europa l’unico contraccolpo viene dalla Gran Bretagna, con un calo del 2,7% ascrivibile all'”effetto Brexit”.