Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il sorriso di Karim Asir, “il Charlie Chaplin afghano”.

di Lorenzo Peluso.

Lo si può incontrare tra le strade polverose di kabul. Lui ha 25 anni, sorride sempre, incredibilmente sorride sempre. Karim Asir, lo chiamano “il Charlie Chaplin afghano”. Ne ha visto di orrore con quegli occhi che oggi sorridono, Karim, testimone così come la stragrande maggioranza dei cittadini  di Kabul, di attacchi suicidi ed, esplosioni. Insomma l’orrore della guerra, quella che si continua a combattere in un paese senza pace. Ma lui, Karim, sorride. Il suo sorriso è contagioso al punti che ha deciso di far dimenticare al popolo afghano l’orrore, regalando a quel popolo l’ironia pungente di un Charlie Chaplin dei giorni nostri. Dunque se cammini per le strade di Kabul, prima o poi lo incontri Karim. Lui si esibisce in strada, incurante degli attacchi dei talebani e dell’Isis. Per il suo estro e la sua fantasia, per la sua arte ed il suo donare sorrisi, riceve minacce, perché le sue performance sono “anti-islamiche”. Ma lui poco si cura di tutto questo. Il suo desiderio è regalare sorrisi. Insomma, Charlie Chaplin afghano mette in scena ogni giorno la metafora del vivere in un paese dove tutto sembra impossibile.

Lo trovi nei parchi pubblici, poi anche negli orfanotrofi. Di recente lo invitano sempre più spesso a feste private ed eventi organizzati da agenzie di aiuto internazionale. Lui conosce l’esilio e le sofferenze dei rifugiati. Figlio di una famiglia che nel 1996 dovette fuggire dall’Afghanistan, in Iran, dove si rifugiarono, scopre e si innamora di Charlie Chaplin. Quando i talebani presero possesso dell’Afghanistan lui fu costretto a scappare e quasi come se avesse nel suo destino l’arte del sorriso e del teatro, nel mentre lui si innamorava di Charlie Chaplin, per una sorta di legge non scritta del contrappasso, il regime talebano vietava nel suo paese ogni forma di musica e arte scenica. E’ coraggioso Karim. La sua rivoluzione culturale fa più danni dei fucili nelle coscienze dei talebani che temono la cultura, la conoscenza e la bellezza. Karim la sua battaglia contro il terrore l’ha vinta. Cosciente che un giorno, anche oggi, potrebbe morire in strada, nella sua amata Kabul, ogni mattina indossa il suo frac, entra nei panni di Charlie Chaplin e continua a far sorridere quelle donne con il burqa e quei bambini spaesati che hanno perso il sorriso, o forse non lo hanno mai conosciuto.