Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il sogno ed il segreto di uno scapestrato di nome Matto.

di Lorenzo Peluso

Ne ha fatta di strada quel ragazzaccio, un po’ scapestrato, ribelle ma sempre “quadrato”. Non è un caso se poi i suoi amici iniziarono a chiamarlo “Il matto”. Neppure gli dispiace, oggi che da adulto ha realizzato la sua visione, che lo si continui a chiamare Matto. Da ragazzino le vicissitudini della vita lo portarono ben presto a fare le valigie, alla ricerca di una sua dimensione; in realtà alla ricerca di un lavoro per racimolare qualche soldo. Il nord Europa prima, poi la Toscana, l’Isola d’Elba. Poi il coraggio di osare. Perché è quella la risposta a tutti gli interrogativi di gioventù: il coraggio di provarci e mettersi in prima linea per affrontare la vita e le sfide. Questa è la storia di Sabino; in realtà è la storia di una famiglia. Una bella famiglia. Sono certo, avendolo conosciuto quando io stesso ero adolescente, che la svolta per Sabino è stato l’incontro con Maria. Lei, amorevole, dolce, sensibile che è riuscita a dare quella spinta e quella serenità, colei che è divenuta il porto sicuro per quell’anima inquieta del Matto. Era una bella novità la Bella ‘mbriana. Li non solo imparai a muovere i primi passi da cameriere, credo che tutti nella vita hanno fatto almeno per una volta il cameriere per guadagnare qualche lira, in gioventù, ma soprattutto incontrai il mondo degli adulti, quelli più grandi. La musica, Pino Daniele, il rock dei Led Zeppelin. Le risate ma anche il lavoro, si il lavoro perché occorre conoscerlo il lavoro e quanto costa ogni singolo euro che si può guadagnare. Sabino è stato da sempre uno sperimentatore, in cucina. Ha imparato i rudimenti dell’arte culinaria nelle sue esperienze di gioventù, poi con la Bella ‘mbriana ha perfezionato il suo stile. Maria, sempre al suo fianco. la sfida di provarci, in vetta al Cervati, in montagna, senza alcuna comodità e inventandosi giorno dopo giorno ciò che la gente potesse desiderare dal vivere una giornata tra i faggi. Un grande successo anche questo esperimento. Vicissitudini, solo vicissitudini, lo hanno portato poi altrove. Lo hanno portato a realizzare la sua visione, credo inconsapevole fino ad un certo punto della sua vita, ma di sicuro oggi, senza dubbio, la sua opera perfetta. Insomma, occorre andarci. A pochi passi dalla Torre di San Martino, nel cuore del centro storico del borgo di Sanza. E’ qui che Sabino ha vinto la sua ennesima sfida alla vita. Un’osteria, di altissima qualità dove lo capisci subito di essere a casa. Il profumo di casa, di famiglia, di amicizia che si fonde con il profumo inebriante dei porcini, gli asparagi selvatici. Un viaggio del palato che rivoluziona le certezze del gusto. La zucca, la ricotta, la pasta fatta in casa. Uno spazio piccolo, dove in modo armonioso, così come un’orchestra sinfonica, si muovono in modo sincrono Giuseppe, Gianluca, Maria. A dettare i tempi ad un’orchestra perfetta c’è lui, quello scapestrato diventato adulto, che rimane pur sempre il Matto. Occorre andarci. E’ la storia di una famiglia questa, con le sue vicissitudini, i problemi, come in tutte le famiglie, ma anche le grandi sfide che si affrontano insieme ed insieme si vincono. Ecco il segreto del Matto. La grande forza di una sfida, la famiglia. La visione del Matto, aprire nel borgo antico la sua osteria. Il desiderio di una madre, avere con se i suoi figli e crescere insieme a loro. Insomma, occorre andarci alla bella ‘mbriana per comprendere come il sogno di un ragazzo scapestrato del Sud diventato uomo si possa realizzare.