Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il rilancio del Sud attraverso una nuova visione di impresa. Intervista al Presidente della BCC di Buonabitacolo, Gentile

di Lorenzo Peluso.

Troppo spesso affermiamo che al Sud ci sono cervelli in fuga. Insomma che al Sud ci sono giovani con grandi capacità costritti ad andare via. Un recente studio sul gap tra nord e sud del Paese in tema di manager offre alcuni spunti interessanti di riflessione.  Quel che serve è solo avere nel proprio bagaglio professionale le competenze e le conoscenze giuste per ambire a ricoprire una posizione di responsabilità in un’impresa?  In realtà appare chiaro che a fare la differenza in tema di opportunità è soprattutto l’area del Paese in cui l’azienda è situata. la conferma arriva anche dai dati pubblicati dall’Osservatorio manager con l’indagine La managerialità nel Meridione, una ricerca di carattere esplorativo da cui emerge un quadro molto chiaro: nelle aziende del Sud trovano poco spazio quadri e dirigenti, ovvero quelle posizioni di vertice che compongono il management aziendale.   In linea generale dal 2008 al 2016 il numero di dirigenti presenti nelle imprese italiane è diminuito (dagli oltre 126.000 del 2008 si è passati ai poco più di 118.000 del 2016). Con la differenza che mentre al Nord e al Centro, a partire dal 2014, questa flessione sembra essersi arrestata, le imprese del Sud hanno continuato a ridurre la quota di quadri e dirigenti, con la conseguenza che l’indice di managerialità nel Mezzogiorno mostra performance decisamente in ribasso. Pochi quadri e ancor meno dirigenti rispetto ai numeri delle aziende del Nord e del Centro Italia, una situazione che tradotta in cifre assume queste dimensioni: il 6% dei dirigenti italiani sono occupati in un’impresa del Sud; il 21% in imprese del Centro; il 72% al Nord. “Occorre invertire la tendenza, ma con un’azione immediata per “rinnovare la visione” dele imprese del Sud – ha affermato il presidente  della BCC di Buonabitacolo, l’avv. Pasquale Gentile – una visione nuova della conduzione manageriale delel imprese, anche quelle di piccole dimensioni, che guardi con attenzione all’internazionalizzazione dei prodotti ed all’export. E’ questa la grande opportunità che il Sud può e deve cogliere per ridare ossigeno al proprio sistema produttivo: guardare oltre confine e farlo con la guida di giovani manager che tra innovazione tecnologica e marketing possano affronatare le sfide dei mercati globali, anche quelli apparentemente molto distanti. Per fare questo però è chiaro che occorre rinnovare, nel senso pieno del termine, i managment delle imprese. Occorer afrlo ad esempio con degli incentivi alle imprese che assumono e affidano a giovani manager la guida delle stesse imprese. Anche questa potrebbe essere una soluzione” ha aggiunto il presidente Gentile.  In realtà, la riflessione del presidente della BCC di Buonabitacolo trova conferma anche nei dati recenti dell’Inps presentati nel rapporto dell’Osservatorio manager.

Il gap nord-sud interessa tutte le categorie professionali di cui un’azienda può comporsi: dagli apprendisti agli operai, passando per gli impiegati fino a giungere al management aziendale. Tuttavia il rapporto offre anche altri elementi utili alla riflessione, ad esempio le differenze che si ampliano a seconda dei singoli settori di attività. Nel commercio (4% Sud vs 84% Nord); attività  manifatturiere (5% Sud vs 79% Nord); attività professionali, scientifiche e tecniche (4% vs 76% Nord); attività finanziarie e assicurative (5% Sud vs 76% Nord); servizi di informazione e comunicazione (4% Sud vs 62% Nord); attività immobiliari (3% Sud vs 73% Nord). Inutile dire che poi le differenze si ripercuotono anche sul piano retributivo. Infatti, mentre un dirigente che lavora presso un’azienda del Nord guadagna in media, in un anno, oltre 144.000 euro, al Sud supera di poco i 109.000 euro. Con delle oscillazioni che dipendono sia dal settore, che dalle dimensioni di impresa e naturalmente dalle responsabilità attribuite al lavoratore, oltre che da un margine di contrattazione individuale tra dirigente e azienda. Al netto di queste componenti, in media la retribuzione di un dirigente al Sud resta comunque inferiore di circa il 25%.

“E’ chiaro che per uscire da questa situazione è innazitutto necessario gettare le basi per una nuova cultura d’impresa al Sud. Il punto di partenza come già detto è certamente l’apertura delle imprese del sud  verso altre realtà territoriali. Le reti di imprese sono un esempio. Occorre creare  relazioni con centri di ricerca e hub tecnologici, start up innovative, istituti accademici e scientifici. La nostra banca, con caratteristiche di territorialità in questa visione ha un ruolo fondamentale: mettere in relazione le diverse imprese che hanno i medesimi obiettivi. La nostra idea è quella di poter realizzare un network di competenze che può rendere una piccola impresa del territorio in grado di poter affronare la complessità del mercato. I nostri servizi di assistenza ai clienti infatti non sono solo di tipo finanziario, anzi, crediamo che per fare banca occorre sosten ere in tutto e per tutto il sistema produttivo. Lo facciamo ogni giorno, dando spazio a chi propone ricerca di innovazione, e nuova visione manageriale. Questo è il nostro piccolo contributo che offriamo alel imprese del territorio” ha concluso il presidente delal BCC di Buonabitacolo, Pasquale Gentile.