Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il quotidiano Repubblica dedica un pagina alla BCC di Buonabitacolo. Una banca del territorio.

di Lorenzo Peluso.

Il quotidiano Repubblica intervista il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca. La Cassa Rurale e Artigiana di Buonabitacolo ha aperto i suoi sportelli al pubblico nel lontano 1981, dopo la firma, il 26 Gennaio 1980, dell’atto costitutivo da parte di 349 soci fondatori. Da allora, la BCC di Buonabitacolo ha percorso una lunga strada. Oggi conta ben oltre 1000 soci e le agenzie, oltre la sede principale, sono 4: Sanza (da Gennaio 1987), Padula (da Gennaio 1995), Montesano Scalo (da Marzo 2003) e Lagonegro (da Giugno 2013).

Che impatto ha avuto la riforma del 2016 sull’assetto della BCC di Buonabitacolo? “L’attuazione della riforma delle BCC – spiega il Direttore Generale Angelo De Luca – scandisce, di settimana in settimana, il nuovo assetto del Credito Cooperativo che subisce l’inevitabile trasformazionedelle caratteristiche del sistema mutualistico nel complesso mercato bancario libero e competitivo.Il grosso delle BCC, a valle del processo di adesione ad una delle due capogruppo, Iccrea e Cassa Centrale, ha rivisto la propria posizioneed il business model. Si sono così moltiplicate le aggregazioni e gli assorbimenti. Queste scelte spesso sono dettate dalla preoccupazione nella gestione del cambiamento. In tale contesto, la decisione della governance della BCC di Buonabitacolo – aggiunge Il Direttore Generale De Luca – è stata molto chiara e determinata. Una scelta di autonomia, in continuità con una storia di qualità e solidità che dura da 40 anni. Scelta che impone un piano strategico di sviluppo al quale si sta lavorando con attenzione e dedizione. Siamo convinti – continua – che la strada giusta è consolidare la nostra presenza sul territorio investendo risorse ed energie per realizzarequella rete capillare che farà dell’area del Vallo di Diano, del Golfo di Policastro, del Lagonegrese e della Val D’Agri un punto fermo del sistema cooperativo, ispirato ai valori di lealtà e cooperazione. Non una chiusura la nostra, anzi. Nel rispetto dell’autonomia, resta ferma la massima collaborazione ed integrazione al sistema di radicamento della famiglia BCC Iccrea.

In che modo è possibile contrastare la crisi che attanaglia il sistema bancario? “È la solidità la risposta alla crisi delle banche – spiega il Direttore Generale Angelo De Luca – come sempre sono i numeri a fornire la strada giusta per capire cosa accade nel sistema bancario italiano. I numeri danno la giusta indicazione sul perché la BCC di Buonabitacolo ha scelto la strada dell’autonomia,nessuna fusione con altre BCC, ma viceversa, ha strutturato un progetto di crescita e consolidamento per l’immediato futuro puntando tutto sul rafforzamento del localismo, insomma una banca del territorio, l’unica oramai nel panorama bancario del basso salernitano.

A preoccupare tutti, certamente è la situazione economica, misurata dalle sofferenze, di molte banche. Cosa accadrà nel futuro prossimo? Non è semplice dare una risposta – continua il Direttore Generale De Luca. Di certo c’è che la crescita dei crediti malati nei bilanci delle banche ha smesso, per fortuna, la sua ascesa. È pur vero però che la pulizia dei bilancio non è stata ancora conclusa. Insomma, il fardello dei crediti a rischio di molte banche, pesa e non poco sul futuro del sistema bancario italiano. Questa considerazione è allabase del progetto di crescita e consolidamento territoriale della BCC di Buonabitacolo che, forte dei numeri e della solidità dimostrata, guarda al futuro in modo positivo e soprattutto dimostra che, la scelta di non diventare “grandi” oltre le proprie capacità, non solo è lungimirante, ma soprattutto è la vera garanzia che si può offrire ai propri soci e clienti. Andiamo per ordine, per fare chiarezza. Secondo la ricognizione sui bilanci bancari (quasi 500 banche) del sistema italiano, realizzata dall’Ufficio Studi di Mediobanca, purtroppo emerge che ben 114 banche, molte BCC anche, praticamente una su 5, subiscono il peso dei crediti malati al punto che gli Npl netti superano il valore del patrimonio netto tangibile. Un indice, noto agli addetti ai lavori come Texas ratio. In sostanza, quando si supera il 100%, la banca è a rischio e dunque occorre intervenire, in fretta anche. In questo caso le soluzioni sono due. Se ne si ha la capacità, si aumenta il capitale; oppure, così come sta avvenendo per molte banche e diverse BCC, ci si fa comprare da una banca più solida. Esiste in verità anche un’altra alternativa, ossia, si cerca di vendere gli Npl, cosa piuttosto complessa e rischiosa. Nel caso delle BCC però, si può anche chiedere qualche forma di aiuto esterno, facendo appello al Fondo consortile di garanzia. Opzione questa, che nel caso delle Spa, fa riferimento all’aiuto pubblico. Così come è stato per Mps. È importante dare un’occhiata attenta alla relazione dell’Ufficio Studi di Mediobanca che stila l’elenco delle 114 banche a rischio default, dato il peso insostenibile dei crediti non rimborsati”.

Siamo a conclusione dell’anno 2017, qual è il bilancio che si sente di tracciare? “Nonostante la situazione ancora complicata e complessa dell’economia a livello generale, nonostante il territorio non dia ancora delle risposte molto soddisfacenti perché siamo in una crisi abbastanza dura, dobbiamo dire che è stato un anno importante, di transizione, ma che ha dato risultati importanti ‘bancariamente’ parlando. L’utile di circa 1 milione di euro, quest’anno, dimostra un buon equilibrio sia economico che finanziario per fare una buona redditività.  sicuramente non sono risultati – continua il Direttore Generale – che ci sono piovuti dal cielo ma sono risultati, frutto degli investimenti fatti sul territorio. Di recente, circa due mesi fa per l’esattezza, abbiamo continuato a sostenere l’economia reale con un plafond di 12 milioni di euro per le famiglie, le imprese, gli artigiani e commercianti, le startup e le imprese rosa. Attualmente hanno utilizzato circa 4 milioni di euro e tra il corrente mese di dicembre, gennaio e febbraio prossimi, ultimeremo i 12 milioni. Quindi noi continueremo ad investire su questo territorio perché crediamo che la ripartenza è fatta anche di sostegno finanziario alle imprese e alle società che vogliono ripartire. Si nota, infatti, una buona ripresa delle attività economiche e commerciali della zona perché cominciano a fare magazzino, a ristrutturare e ad ampliare. Ancora non è semplicissima la situazione. È sicuramente un periodo di semina e non di raccolta, ma noi ci siamo e ci siamo sempre stati, non tirandoci mai indietro. La riforma – conclude – è sicuramente invasiva ma noi riteniamo e ci auguriamo che mantenga quel margine operativo di poter fare credito non soltanto guardando gli aspetti quantitativi ma anche qualitativi della conoscenza della storia della persona che è stato il nostro punto di forza nel passato e che oggi ci permette di affrontare la crisi, in piedi e con buone prospettive di sviluppo”.