Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il punto di vista – Reddito di cittadinanza: delusi ed esclusi saranno più dei beneficiari generando invidia.

redazione

“Il provvedimento del Reddito di Cittadinanza finirà per rappresentare il vero inciampo di questo Governo e dei suoi promotori grillini. E questo non tanto perché squilibra i conti pubblici, aizza i mercati che allargheranno le spread e comporterà una reprimenda europea. Ma perché genererà invidia e risentimento nel popolo stesso”. E’ l’opinione di Innocenzo Cipolletta, presidente di Assonime e di Ubs Italia che formula la sua previsione sugli esiti del provvedimento fortemente voluto dalla componente pentastellata del Governo: “chi, lavorando, guadagna cifre di poco superiori al reddito di cittadinanza si sentirà defraudato e si domanderà perché lui deve lavorare e gli altri no. Poi ci saranno gli inevitabili esclusi perché hanno una casa o un garage di proprietà, non potranno beneficiarne e saranno arrabbiati”. “Quindi – prosegue l’economista – ci sono i molti pensionati che, dopo una vita di lavoro, prendono una cifra analoga e che avranno da ridire se per loro non cambierà nulla mentre una moltitudine di sfaccendati (così verranno rappresentati) finiranno per avere la stessa cifra. Che dire poi degli stranieri che, malgrado Salvini, finiranno comunque per averne diritto? Infine, l’apoteosi del provvedimento avverrà se esso, come si vocifera, sarà affidato a sistemi elettronici (carte di credito o quant’altro) che dovranno decidere quale prodotto o servizio sarà possibile comprare con i famosi 780 euro mensili. In questo caso sono da prevedere intoppi di tutti i tipi, dai supermercati dove si formeranno le file alle casse per colpa degli assistiti, ai traffici di scambio per acquistare prodotti vietati, fino al commercio delle identità elettroniche”. “Quanto poi alla possibilità che in sei mesi i centri per l’impiego comincino a funzionare, dopo anni che non hanno mai funzionato – sottolinea ancora Cipolletta  – fornendo a ogni percettore del reddito di cittadinanza ben tre opportunità di lavoro a meno di 50 chilometri di distanza dalla sua abitazione, essa appare così bassa che nessuno la prende in considerazione. Insomma, lo scontento rischierà di assumere dimensioni superiori al gradimento, finendo per travolgere anche i loro propositori, così come avvenne con la Buona Scuola di Renzi che doveva consentire di assumere a tempo indeterminato ben 100.000 precari e finì invece per costituire uno dei principali elementi di malcontento contro il suo propositore”.