Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il punto di vista – La poligamia: salvezza o dramma di genere?

di Marco Marra.

Quanto sappiamo della poligamia? Pratica presente in molti stati islamici d’Africa e d’Asia; perché è nata? Quali sono gli effetti sulle società di questi paesi? Molti dei giovani accolti nei numerosi centri, disseminati in tutta la penisola, scappano da miseria, guerre, povertà. Una buona fetta, soprattutto quella degli under diciotto, raggiunge l’Europa anche per sfuggire alle relazioni poli amorose intrattenute dai loro padri. È la pratica della poligamia presente in numerosi stati subsahariani e mediorientali. Dal quarto capitolo “Surah” del Corano riguardante “le donne”: “Restituite agli orfani i beni loro* e non scambiate il buono con il cattivo, né confondete i loro beni coi vostri, questo è veramente un peccato grande.”

“E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.” L’approfittarsi degli orfani e dei loro beni è considerato dal libro sacro degli islamici un grande peccato. La soluzione per fronteggiare questo evidente pericolo della società araba di allora, viene proposto nel punto tre della Surah che autorizza alla: “possibilità di sposare più donne affinché le orfani potessero essere “protette” dai mali intenzionati”. Ed è così che quasi quattordici secoli fa, la terza religione monoteista legittimò le relazioni poli amorose. Tuttavia la pratica autorizzata direttamente da Dio trova un’eccezione; infatti se non si è capaci di sostenere le spose in modo equo si può condurre a nozze anche solo una donna “ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola […]”. La pratica poligamica è dunque nata non come un dovere, ma più che altro come una possibilità di salvezza per le donne, che in passato nelle realtà povere e rurali, risultavano essere un peso per la comunità soprattutto se prive di una famiglia che le sostenesse. La soluzione molte volte risiedeva nella pratica dell’infanticidio, dunque un uomo che sposasse più donne poteva sembrare una giusta soluzione. L’accettazione passiva delle donne del fenomeno poligamico è sicuramente legata ad una pratica sociale nonché culturale che si è sedimentata nel tempo in tutti i territori dove la religione islamica ha avuto un trascorso non solo religioso, ma anche culturale e di diritto: fiqh – giurisprudenza islamica -, trovando terreno fertile soprattutto in quei territori che hanno abbracciato l’Islam dopo essere stati per anni territori in cui vigevano religioni politeistiche che davano ampio spazio alla libertà sessuale e alla poli amorosità. La poligamia è legata indissolubilmente alle esigenze di tipo economico e di sopravvivenza; ed anche se risulta lontano dal nostro modello di vita, la dura realtà è che la poligamia è, in molti contesti, l’unica soluzione per orfane che abbiano raggiunto la pubertà e vedove che non hanno alcun sostentamento. Tuttavia bisogna dare uno sguardo anche agli effetti devastanti che questa pratica comporta su intere società, sulle donne e sulla loro prole. Le spose che vivono allo stesso domicilio sono, il più delle volte, tra loro avverse e ossessionate dalla possibilità che il proprio uomo possa amare, desiderare o reputare migliore una prescelta tra loro. I rapporti tra le famiglie sono assai complicati, le donne il più delle volte sono vendicative nei confronti della prole del proprio marito con un’altra donna; ed è qui che nascono molte delle violenze familiari dalle quali molti giovani scappano. Una fuga che ha come obiettivo quello di dimenticare e mettere da parte: violenze, degradazioni, tentati omicidi, odio gratuito. “La seconda sposa di mio padre ha tentato di avvelenarmi, così prima che lo potesse fare sono scappato!” Suonavano così le parole di B. neo diciottenne di origine gambiana. I contesti dove hanno luogo queste relazioni sono già di per sé difficili.  La corruzione in tutto ciò che li circonda di certo non li aiuta, e così la famiglia, nucleo primario e formativo di qualsiasi società, si sgretola come argilla. Facendo sì che i suoi membri siano inesorabilmente portati a trascinare dentro di sé frammenti di questa instabilità. Una condizione esistenziale che ben presto si ripercuoterà anche sulla nostra società, se non giustamente accolta. È bene ricordare che una buona integrazione sarebbe non imporre all’uomo, o nei pochi casi alla donna, il divieto alla poligamia cercando di occidentalizzare una base sociale che storicamente e socialmente è ben diversa da noi, ma di cercare di prospettare alle giovani generazioni quali sono i tragici risvolti di una relazione poli amorosa, e di insegnare quanto il rispetto e la consensualità reciproca siano fondamentali all’interno della coppia.