Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il punto di Roberto de Luca. Piccoli e grandi problemi da risolvere in tutti i campi.

del prof. Roberto De Luca responsabile sede Codacons del Vallo di Diano

La Regione Campania mette a disposizione dei proprietari di terreni, ove siano presenti muretti a secco, contributi a fondo perduto fino al 100% per la demolizione e ricostruzione di questi manufatti. Le domande sono presentabili fino ad esaurimento dei fondi. Detto questo, potremmo anche dire che esiste una sensibilità spiccata – nella nostra Regione – verso questo tipo di lavorazione, i cui prodotti erano un tempo visibili ai bordi di molte strade comunali e provinciali. In molti casi, soprattutto nelle aree in pendio, questi muretti venivano utilizzati come contenimento del terreno a monte, svolgendo così una preziosa (ed esteticamente godibile) opera di prevenzione. In questa era frenetica le pietre pazientemente sovrapposte hanno ceduto il passo al materiale che permette una messa in opera più rapida: il cemento. Pur tuttavia, in luoghi che si fregiano di cartelli con su scritti “qui la natura è protetta”, ci sembrerebbe opportuno cominciare a parlare di queste opere che – anno dopo anno – stanno scomparendo dal paesaggio circostante, lasciando molto spazio a cartelloni pubblicitari posti anche sulle sponde dei fiumi.  E perché questo comunicato? Ma perché – ovviamente – è giunta segnalazione, da parte di un attento cittadino, che un altro pezzo di muro a secco sta per scomparire ai bordi di una strada del Vallo di Diano. Abbiamo così immediatamente allertato il Comune territorialmente competente, proprio sulla base di questa segnalazione, affinché si verificasse sia la portata dell’intervento, sia il rischio di arrecare un danno permenente al paesaggio e ai beni ambientali del nostro territorio.  Il compito di un’associazione dovrebbe quindi finire qui, senza altra azione successiva? Noi abbiamo invece creduto di dover scrivere questo comunicato per rendere tutti i cittadini partecipi di uno dei tanti problemi di carattere generale che da tempo stringono il nostro comprensorio in una morsa da cui sembra difficile uscire: una certa insensibilità verso temi che attengono ai diritti in genere (lavoro, sanità, giustizia, trasporti, ambiente, cultura) associata a una fiacca risposta ad alcuni problemi endemici (disoccupazione, scarsità di servizi, inquinamento ambientale, usura, criminalità sotterranea, disordine urbanistico, attenzione finalizzata a scopi elettoralistici – se va bene – ad eventi culturali di rilievo). Il tutto reso possibile da una sorta di patto scellerato tra una fetta di società e la cattiva politica, un muro di gomma invalicabile, di cui non abbiamo mai avuto il piacere di sentire la mancanza da trent’anni in qua. Nessuno ha ricette a tutto ciò, anche perché l’intera Penisola è ancora vittima di una crisi sociale ed economica che non sembra voler recedere. E però, non possiamo volgere lo sguardo altrove, soprattutto quando il nostro paesaggio sembra degradarsi anno dopo anno nell’indifferenza dell’attuale classe dirigente. Un parallelo declino sociale sembra accompagnare questo fenomeno. Se possibile, allora, recuperiamo il bello e facciamo sì che la natura sia davvero protetta in questi luoghi. Insieme all’aspetto estetico certamente saremo in grado di recuperare tutto il resto, assetto socio-economico compreso. Solo questo possiamo dire. E lo ripeteremo senza timori, se necessario.