Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il Procuratore generale, presidente emerito della Suprema Corte di Cassazione Vitaliano Esposito a Caselle in Pittari il 25 marzo.

redazione

Caselle in Pittari (SA) – Giornata di grande spessore culturale lunedì 25 marzo, dalle ore 10.00 quando la comunità di Caselle in Pittari incontrerà il Procuratore generale, presidente emerito della Suprema Corte di Cassazione Vitaliano Esposito. L’incontro, promosso dall’Associazione culturale casellese, prevede un confronto dibattito con gli studenti del comprensorio sul tema: Sicurezza e giustizia, scuola e fenomeno del bullismo. L’incontro si terrà presso l’aula Springer della Scuola Media Statale con interventi del sindaco di Caselle in Pittari, Maurizio Tancredi; il presidente dell’Associazione Casellese, Rocco Ettorre; il dirigente scolastico, Corrado Limongi; l’avvocato Franco Maldonato; la dott.ssa Annarita Ettorre; il sostituto Procuratore di Lagonegro, Francesca Fresch. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Lorenzo Peluso.

Ospiti dell’iniziativa anche Nino Melito Petrosino dell’Associazione Joe Petrosino ed il prof. Mario Senatore.

Vitaliano Esposito, Procuratore generale della corte suprema di cassazione dal 21 novembre 2008 al 13 aprile 2012, è attualmemte componente, a titolo dell’Italia, della Commission européenne contre le racisme et l’intolérance (ECRI), organo del Consiglio d’Europa ed è stato Presidente della rete dei procuratori generali dell’Unione europea (2009-2011). In parallelo all’intensa attività giudiziaria ha quasi sempre prestato la propria collaborazione ad organismi nazionali o sopranazionali nel settore della cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale e dei diritti umani.

Entrato in magistratura il 1° Agosto 1963, è stato: vice pretore a Napoli dal 10 aprile 1965; pretore ad Agropoli dal 29 luglio 1966; sostituto procuratore a Napoli dal 4 aprile 1968; magistrato di tribunale applicato alla Procura generale della corte di cassazione dal 6 novembre 1972; magistrato di tribunale applicato alla Corte di cassazione dal 29 settembre 1975; magistrato di appello applicato alla Corte di cassazione dal 26 maggio 1981; presidente del tribunale per i minorenni di Campobasso dal 14 aprile 1988; ispettore generale capo dell’ispettorato del Ministero della giustizia con conferimento delle funzioni di magistrato di cassazione dal 19 aprile 1989; sostituto procuratore generale della cassazione dal 16 marzo 1992; co-agente del Governo dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo dal 15 ottobre 1997; avvocato generale della corte di cassazione dal 4 novembre 2002; procuratore generale della corte di cassazione dal 21 novembre 2008. Nell’ambito della sua attività di consigliere di cassazione (luglio 1981 – aprile 1988), sempre addetto alla 1° sezione penale, ha redatto n. 734 provvedimenti (342 sentenze e 392 ordinanze) dai quali l’Ufficio del massimario ha estratto n. 758 massime; sentenze e massime che sono ricercabili nel sito Italgiure-web della Corte di cassazione. Innumerevoli sono le sentenze pubblicate in riviste giuridiche anche estere (cfr. la sentenza in c. Venditti (cfr., testo portoghese), e quella in c. Falbo che anticipò, sul punto trattato, la riforma del codice); segnalando che, nei casi il cui le sentenze da lui redatte determinarono un contrasto di giurisprudenza, il nuovo orientamento fu poi confermato dalle Sezioni Unite penali (cfr. Cass., sez., I, 5 novembre 1982, sentenza Maran, in tema di armi, in relazione alla sentenza delle Sezioni Unite, 24 marzo 1984, Romano; Cass., sez. I, 17 dicembre 1981, Iaglietti, sul valore delle norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in relazione alla sentenza delle Sezioni Unite, 23 novembre 1988, Polo Castro, ulteriore sviluppo di questa giurisprudenza è la sentenza in c. Medrano (cfr., testo portoghese), e poi le sentenze delle Sezioni unite civili e penali, a partire dal 2004 e 2005; le quattro sentenze, sulla rilevanza dei disturbi della personalità ai fini della capacità di intendere e di volere, Cass., sez. I, 24 febbraio 1986, sentenza Ragno; 17 marzo 1986, Cattaneo; 29 settembre 1986, Corbatto; 11 maggio 1987, Lazzazzera, in relazione alla sentenza delle Sezioni unite, Raso, che, il 25 gennaio 2005, dopo circa vent’anni, hanno risolto il contrasto). Tali decisioni – redatte sotto la presidenza di tutti i titolari della Sezione nel tempo succedutisi – concernono i più gravi fatti di criminalità terroristica o organizzata, degli anni 70 e 80, dal processo a prima linea di Milano, ai distinti procedimenti (cd. tronconi) armi e droga di Trento (istruiti dal giudice Carlo Palermo), brigata Lo Muscio; da procedimenti per camorra (per esponenti della nuova camorra organizzata, nuova famiglia, clan dei casalesi, Nuvoletta, Benigno, Gangemi etc.) a fatti di mafia (strage Chinnici; etc.), da procedimenti in tema di estradizione a quelli in materia in materia di misure di prevenzione personali e reali (con la prima decisione applicativa di confisca nei confronti di terzi).