Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il presente ed il futuro del Kosovo dal Ginnasio di Istok.

di Lorenzo Peluso

Le bandierine con il tricolore si sposano con quelle della giovane Repubblica del Kosovo. L’aula non è molto grande, ma la gioia ed il sorriso degli studenti seduti nei banchi, si manifesta con quello sventolare di bandierine. E’ il loro modo per dire grazie al nostro Paese. Una nuova donazione, questa volta al Ginnasio di Istok, città a pochi chilometri dalla base italiana di Belo Polie. Qui infatti i militari del contingente italiano del Regional Command West (RC-W), unità della missione KFOR–NATO a guida nazionale, non solo sono impegnati nella sicurezza e la stabilizzazione del Kosovo, ma svolgono importanti attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) in favore della popolazione kosovara. E’ il Colonnello Natale Gatti, Comandante del RC-W attualmente su base 17mo reggimento artiglieria controaerei “Sforzesca” di Sabaudia, a tagliare il nastro della nuova aula didattica che consentirà agli studenti di avere un’aula informatica con il meglio della tecnologia attuale. Il colonnello Gatti, ha salutato i ragazzi, passando tra i banchi e dialogando con gli alunni. “i giovani sono il presente della regione, sono loro che potranno cambiare il futuro del Paese” afferma. La presenza dei militari in missioni di pace della NATO in questi anni ha favorito l’innalzamento del livello di istruzione, il miglioramento dei servizi alla salute e la realizzazione di infrastrutture, inutile dire, pilastri fondamentali su cui può rinascere il Paese e che RC-W supporta con le proprie attività di CIMIC, sviluppate in stretta sinergia con gli enti locali, al fine di contribuire allo sviluppo socio-economico del Kosovo. Per la cronaca, 18 i computer donati dai militari italiani. Sarà anche per questo, per questi piccoli gesti, che il metodo italiano, in Kosovo, così come in altri teatri operativo, dall’Afghanistan al Libano, è divenuto un modello da seguire e replicare anche da altri contingenti. Soldati di Pace, portatori di valori, di cultura e di solidarietà. Ecco come sono considerati i militari italiani. In un contesto operativo multinazionale, la professionalità e l’approccio dimostrato dagli italiani negli anni, ha conquistato il cuore del popolo kosovaro.