Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il perdono non cambia il passato, ma allarga il futuro.

di Lorenzo Peluso.

Vi è mai capitato di incontrare chi non sa chiedere scusa? Beh, sappiate che esistono. Esistono persone che non riescono a chiedere scusa, neppure se sono consapevoli di aver sbagliato, di essere, insomma in una condizione tale dove le scuse sono necessarie. Sia chiaro, sgomberiamo il campo si da subito, non sono persone cattive, più delle volte, ma solo persone che nel chiedere scusa trovano una difficoltà oggettiva dettata dal superamento del concetto di ammissione. Ciò che le guida dunque, non è la razionalità e la sensibilità ma piuttosto l’orgoglio. Insomma, è chiaro che chiedere scusa è difficile. Lo è perché di fatto ci pone in una condizione di dover fare un passo indietro; occorre quindi mettersi in discussione. Quello che spesso non si considera, nel momento in cui si deve chiedere scusa, non è, come è facile immaginare l’ammissione di una responsabilità, dunque il ritrovarsi in una condizione di debolezza; anzi in realtà, chi sa chiedere scusa ha la capacità di riprendere in mano le redini del gioco. Dunque per sua natura è molto più forte, ma è inconsapevole di esserlo, al punto che non si riesce quindi a chiedere scusa. Eppure, basterebbe pensare che, sin da piccoli, siamo stati abituati a chiedere scusa. Quante volte i nostri genitori ci hanno intimato, dunque educato, a chiedere scusa per qualche marachella infantile? Poi però, con la crescita, con la maturità, che paradosso questo, dimentichiamo e ci diseduchiamo e non riusciamo più a chiedere scusa, se pur consapevoli della responsabilità. In tutto questo, al centro, rimane il concetto di autostima. In sostanza chi è nella condizione di scusarsi, evidentemente fa fatica a decifrare la differenza sostanziale che esiste tra azioni e carattere. Per coloro che vivono questa condizione è più che evidente che le scuse rappresentano una grande minaccia alla loro fragile identità, dunque minerebbero l’autostima. eppure basterebbe prendere esempio da grandi uomini per capire quanto è importante chiedere scusa. “Chiedo perdono a tutti coloro che ho offeso e spero di poterlo fare personalmente”. Queste sono le parole pronunciate da Papa Francesco sul caso del vescovo Barros in merito al dossier pedofilia. Ancor prima, pensate, fu Papa Adriano VI a chiedere scusa, alla Dieta di Norimberga del 1523 quando si impegnò a riformare la Chiesa partendo dall’ammissione di responsabilità: «cose abominevolissime» di cui si erano resi responsabili i suoi predecessori. Un altro uomo della storia, il presidente degli Stati Uniti, Obama, in Giappone si è inginocchiato ed ha chiesto scusa nel luogo dove gli Stati Uniti lanciarono la prima bomba atomica. meno impegnative, dal punto di vista istituzionale, ma semplicemente commoventi, le parole di scusa vergate in una antica lettera ultracentenaria, manoscritta da un disperato giovane, nel cuore della notte. Un furibondo diverbio lascia un segno che il giovane innamorato spera sia sanabile, e scrive di getto la lettera di scuse, con il tipo linguaggio tardo ottocentesco: “..ti prego di darmi subito una parola di conforto, di fare tornare un benefico raggio di sole in questo povero cuore, che da tante e lunghe ore è in tempesta…”. Una lettera custodita gelosamente nella Libreria Antiquaria Verbantiqua. Oppure, mi viene in mente il pensiero di Voltaire per chiedere scusa ad un amico. “Siamo tutti impastati di debolezze e di errori; perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: questa è la prima legge di natura” scriveva Voltaire. Mi viene in mente e condivido infine, le parole del produttore Paul Boese: “Il perdono non cambia il passato, ma allarga il futuro”. Ecco, dunque, perché chiedere scusa; perché ritrovare il coraggio per chiedere scusa. Lo si può fare solo se si è più forti. Ma è qui che purtroppo l’uomo comune si perde. Occorre rieducarsi per essere veramente forti, altrimenti si è e si resta solo degli “uomini comuni”.