Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il mondo cambia. Il filo rosa che da Seul arriva a Riad.

di Lorenzo Peluso

Il mondo cambia. E’ nella sua natura, il cambiamento. Non sempre in positivo, ma cambia. In Asia, grazie allo sport, stiamo vivendo un momento storico. La Corea del Nord ha infatti offerto di inviare i propri atleti ed una delegazione di alto livello alle Olimpiadi invernali, che si terranno a febbraio nella Corea del Sud. Nel primo colloquio in due anni tra i due paesi che si dividono la Penisola coreana, dopo mesi di tensione per i programmi nucleare e missilsitico di Pyongyang, finalmente una buona notizia. C’è anche di più in verità. Il Governo di Seoul, approfittando di questa apertura, ha inoltre proposto che durante i Giochi, tra il 9 e il 25 febbraio, siano consentiti incontri tra le famiglie rimaste separate dalla guerra del 1950-53. Sarebbe un evento straordinario. Lo è già di suo in realtà il colloquio iniziato ieri nel villaggio dell’armistizio di Panmunjom, nella Zona smilitarizzata che fa da confine tra le due Coree. La delegazione nordcoreana ha infatti superato la Linea di Demarcazione per andare alla Peace House, dove si tengono i colloqui. Lo sport dunque cambia il mondo. Ed è vero. Lo è al punto che in un altro Paese, nel Medio Oriente, da venerdì prossimo arriverà un’altra rivoluzione culturale, grazie allo sport. In Arabia Saudita infatti, a partire da venerdì prossimo, per la prima volta nella storia di questo paese islamico, le donne potranno assistere ad una partita di calcio professionistico. L’annuncio ieri da parte delle autorità di Riad. Un primo passo in verità, infatto al momento saranno solo tre gli stadi, uno a Riad, e gli altri due a Gedda, nell’Ovest, e Dammam, ad Est, dove sarà consentito l’accesso agli spalti per le donne in occasione di altrettante partite del campionato locale. La decisione di Riad rientra tra le riforme attuate dal giovane principe ereditario Mohammed bin Salman, uomo forte del Regno che applica una versione rigida dell’Islam sunnita. Nel mese di dicembre l’Autorità Sportiva saudita aveva annunciato che tre stadi, precedentemente riservati esclusivamente agli uomini, avrebbero potuto ospitare famiglie con posti speciali riservati, a partire dall’inizio del 2018. Detto fatto. Dunque da venerdì 12 gennaio sulle gradinate del King Fahd International Stadium di Riad; al King Abdullah Sports City di Gedda; ed al principe Mohammed ben Fahd Stadium di Dammam, ci saranno spettatrici donne che potranno seguire i match in campo tra le squadre di Al-Ahli e Al-Batin il 12 gennaio, Al-Hilal e Al-Ittihad il 13 gennaio e Ittifaq e Al-Faisali il 18 gennaio. Un primo importante passo in attesa che in Arabia Saudita le donne possano beneficiare di numerose altre misure annunciate dal principe ereditario Mohammed bin Salman. Alle donne ed i giovani arabi sarà consentito di andare al cinema, dal prossimo marzo, poi a giugno, addirittura per le donne la tanto attesa autorizzazione a poter guidare. Insomma, il mondo cambia, per fortuna.