Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il ministro per il Sud Barbara Lezzi spinge sui Contratti istituzionali di sviluppo per il Mezzogiorno

redazione

“Tra le questioni irrisolte che ha lasciato in eredità la vecchia politica c’è n’è una che mi riguarda in particolare e che considero La questione: quella del divario tra il Nord e il Sud. Noi la questione intendiamo affrontarla di petto e abbiamo già cominciato. Non attraverso piani speciali, operazioni faraoniche e di propaganda che hanno sempre partorito il topolino, condannando il Sud alla retorica dei ri-lancio, ri-partenze, ri-costruzione. L’unico risultato è stato l’aumento del divario”. Lo scrive il ministro per il Sud Barbara Lezzi in un post sul Blog delle Stelle. “L’istituzione dei Contratti istituzionali di sviluppo è una formula già avviata dal Presidente Conte per i comuni della provincia di Foggia che consente di realizzare investimenti, con la partecipazione e l’assunzione di responsabilità dei territori interessati, al fine di dare certezza sull’avvio e la conclusione delle opere. Si tratta di un modello che sarà replicato in tutto il Mezzogiorno. Altri interventi che stiamo mettendo in campo: le semplificazioni per istituire le Zes, la ricognizione puntuale – con relative scadenze sugli impegni inderogabili – delle risorse allocate sul Fondo di sviluppo e coesione, il monitoraggio continuo e la verifica sulla coerenza nell’uso dei fondi strutturali europei. E ancora, collegare di più e meglio la ricerca alle università del Sud. In tal senso – prosegue Lezzi – abbiamo già compiuto i primi passi e ho avviato l’istruttoria per finanziare due progetti di ricerca: uno a Catania e uno ad Amendolara (Cosenza)”. “Tra gli interventi da realizzare, e che insisto nel definire normali, c’è lo sfruttamento delle potenzialità, tanto enormi quanto paralizzate, del porto di Gioia Tauro. Mi sto spendendo per attrarre verso quella infrastruttura portuale investitori, anche dall’estero, utilizzando lo strumento della costituenda Zes. Una operazione che richiede una precondizione essenziale: sottrarre quell’area alla presenza della criminalità organizzata, che lo utilizza per il traffico di stupefacenti. A questi interventi se ne aggiungono altri che partiranno in Puglia, Sardegna, Campania, Abruzzo e Molise. In Legge di bilancio, tra le altre misure, ho inserito il vincolo di spesa del 34% della quota nazionale degli investimenti destinati al Sud, estesa anche al settore pubblico allargato: cioè ad Anas e Rfi. Questo vincolo ha criteri stringenti: non ha nulla a che vedere con la norma annacquata che vigeva prima del mio intervento. Della sua osservanza – conclude il ministro per il Sud – se ne darà conto nel Documento di economia e finanza”.