Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il libero arbitrio che cambia l’istante

di Lorenzo Peluso.

Vi sarà capitato, certamente, di chiedervi: perché questo destino per me? o magari osservando e meditando sulle disgrazie altrui: perché questo destino per lui, per lei, per altri, insomma. E poi, riflettiamo abbastanza sul senso delle parole, quelle pronunciate e quelel non dette? Diamo sempre un senso logico ai pensieri? Certo, non è facile trovare un senso logico ai pensieri, che affollano la mente oltre la nostra volontà. Capita che la gioia e la bellezza, quella donata in silenzio e senza pretendere nulla in cambio, all’improvviso si trasformino in solitudine. Le parole ascoltate, tramutate in silenzio. Quelle stesse parole, cariche, forse troppo, di significato, per chi dovevano aver senso,  hanno prodotto solo silenzio, neppure un’esclamazione. Difficile da decifrare, forse è davvero solo male, solo peso, solo angoscia, ascoltare. Dunque non tutte le parole, non tutti i pensieri, possono e debbono suscitare emozione, o magari bellezza. Ci sono parole, frasi, pensieri, che è chiaro, provocano sensazioni esattamente opposte al nostro desiderio. Esiste dunque la teoria dell’Esteso infinito? Esiste una chiave di lettura dell’immenso, concepito nella dimensione del nostro vivere quotidiano? Che poi, cos’è il vivere quotidiano? Insomma, se è tutto scritto, come appare, allora tutto accade, ogni cosa accade semplicemente perché così deve andare. E il libero arbitrio? Quando, e come, ci viene relegato il compito della scelta? Se tutto cambia e si modifica, nell’istante in cui operiamo la scelta, dunque tutto ha una mutevolezza istantanea, come si concilia la decisione con “il tutto è già scritto”? Il motore del tutto, è certo ricompreso nell’essenza dell’Esteso infinito. Cos’è? Semplice. L’Esteso infinito è lo spazio senza confini dove si muove la nostra mente che, con il suo articolato agire, ogni istante muove il nostro essere. La bellezza del suo essere è che incide e coincide nell’agire di tutto ciò che è ricompreso nell’ambito del nostro Esteso infinito. Ne stimola l’agire, ne subisce l’influenza, si riallinea con l’azione, ne modifica il corso. Attenzione però, perché agisce sempre nell’ambito ben definito che in modo paradossale è certamente Infinito. Può apparire assurdo, semplicemente perché è un agire ciclico, senza confini ne misura. Ma è questo lo straordinario. Ad ogni azione, corrisponde una reazione, recita la legge della fisica. Infatti è questo il senso del tutto. L’unica variabile è il tempo. Insomma, ogni quanto tempo, ogni quante volte, tutto si rinnova e si riallinea al nostro agire? Sempre. Verrebbe da dire: ma se in tutto questo ci sono dei punti fermi, come influisce l’agire? Semplice, si riannoda e modifica il tutto, mantenendo fermo il baricentro su quei nodi, inamovibili della nostra esistenza. Dunque, sono i nodi inamovibili a determinare il tutto? Si. Loro sono come ancore ben piantate nel fondo del mare che reggono alla pressione delle onde dell’oceano e del vento, lasciando intatto il veliero esposto alla tempesta. L’esteso infinito è nella nostra mente. Non è misurabile, ma è viceversa consumabile. Insomma, lo si può vivere, lo si può alimentare, lo si può sviluppare, estendere, restringere. Qui agisce il libero arbitrio. Consapevolmente ed inconsapevolmente. Rimane un punto fermo: l’esistenza di un’ancora, ben salda al fondo del mare che in questo ragionamento è la nostra anima. Il nostro libero arbitrio ha un solo potere: quello di poter cambiare l’istante, e persino di rimuovere quell’ancora che però, si badi bene, non scomparirà, ma rimossa dal fondo della nostra anima, continuerà a vagare, tra le onde immense del mare, fino a quando non si conficcherà in un altro spazio, che magari è in attesa. Noi, esistiamo, comunque. Esistiamo a prescindere da tutto e tutti. Noi possiamo solo decidere di viverla la nostra esistenza, di alimentare il vivere quotidiano, di gioire per ciò che accade, oppure semplicemente ignorare ciò che ci circonda. Possiamo quindi decidere di lasciare la nostra vita ancorata al fondo della nostra anima, oppure issare l’ancora e lasciarla al mare. Comunque sia, il libero arbitrio, è ciò che condiziona, ogni giorno il nostro agire, quindi il nostro vivere.