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Il Kosovo alle elezioni politiche, anticipate, del 6 ottobre.

di Lorenzo Peluso

Pristina – Manca meno di un mese alle elezioni politiche, anticipate, del 6 ottobre. Saranno 25 i partiti in lizza. L’approvazione delle liste è stata perfezionata ed approvata dalla commissione elettorale di Pristina allo scadere del termine per la presentazione delle liste. La principale formazione sarà Srpska Lista, appoggiata dai serbi (che non riconoscono l’indipendenza del Paese). Al voto anticipato si è giunti dopo le dimissioni, a luglio, del premier Ramush Haradinaj, leader del partito di centrodestra ed europeista Alleanza per il futuro del Kosovo. Haradinaj si era dimesso dopo essere stato convocato da un tribunale speciale kosovaro con sede all’Aia, nei Paesi Bassi, per rispondere ad alcune domande su un’indagine su presunti crimini di guerra commessi vent’anni fa dall’Esercito di liberazione kosovaro. Haradinaj, che durante la guerra era un comandante dell’esercito, non voleva presentarsi di fronte al tribunale come capo del governo, ma solo come privato cittadino. Ha detto che se non sarà incriminato continuerà a occuparsi di politica; in passato era già stato processato e assolto due volte per crimini di guerra. Intanto gli ambasciatori di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti hanno rilasciato nei giorni scorsi una dichiarazione congiunta sulle elezioni del 6 ottobre, definendole “un’opportunità cruciale” per i cittadini kosovari di decidere quale direzione imprimere al loro paese. “I cittadini del Kosovo meritano la promessa di un futuro pacifico e prospero e l’unico modo per garantire questo futuro è attraverso la volontà del popolo kosovaro espressa in queste elezioni”, si legge nella dichiarazione. I paesi del cosiddetto gruppo Quint hanno affermato che in passato il Kosovo ha gestito elezioni credibili, anche se non perfette, e quest’anno è necessario migliorare le prestazioni passate ed evitare manipolazioni e frodi. “Condanniamo ogni pressione sugli elettori, anche attraverso minacce ai posti di lavoro e la promessa di posizioni pubbliche. Condanniamo qualsiasi attacco contro i media, sia attacchi fisici, sia inviti alla violenza, o tentativi di etichettare i media come diffusori di ‘fake news’. Sosteniamo i media indipendenti e la società civile nei loro ruoli per monitorare e fornire supervisione pubblica al processo elettorale”, si legge nel testo. La campagna elettorale è accesa. Una delle principali sfide per i partiti politici che formeranno il nuovo governo del Kosovo sarà decidere se abolire o continuare nell’attuazione delle precedenti misure del governo sulle tasse di importazione al 100% delle merci provenienti da Serbia e Bosnia-Erzegovina. Durante i comizi i partiti politici albanesi del Kosovo non menzionano neppure la sospensione della precedente decisione del governo di imporre tasse, e la maggior parte di loro fa sapere di essere “per l’istituzione di misure reciproche verso la Serbia”, riferisce “Radio Slobodna Evropa”. “La decisione sulle tasse continuerà a essere in vigore se il Partito Democratico del Kosovo otterrà un mandato per formare un governo dopo le elezioni”, ha affermato Enver Hoxhaj, vicepresidente del Partito, sottolineando che tale politica rimarrà in vigore fino a quando la Serbia non “cesserà la sua aggressiva campagna contro il Kosovo”. Rimane poi aperta la questione Serbia. “Il principio che dovrebbe guidare le relazioni del Kosovo con la Serbia in futuro sarà il principio di reciprocità”, ha affermato lo stesso Hoxhaj. Il portavoce del partito “Democratic Alliance of Kosovo” (DSK) Besian Mustafa condivide questa opinione e appoggia anche le “misure reciproche verso la Serbia” dicendo che la sospensione può essere abolita solo a queste condizioni. Il Movimento di Autodeterminazione afferma invece che “non solo le misure reciproche non saranno abolite, ma sarà applicata la piena reciprocità commerciale, economica e politica nei confronti della Serbia”. “Le tariffe sono qualcosa, ma non tutto. Le tariffe sono necessarie ma non sufficienti per garantire l’integrità territoriale del Kosovo come Stato nelle relazioni con la Serbia nonché per intrattenere relazioni reciproche”, afferma Rexhep Selimi, un membro della direzione del Partito, riferisce “Kosovo online”. Se il partito dell’ex Primo Ministro dimissionario Ramush Haradinaj, “Alleanza per il futuro del Kosovo”, vincesse le elezioni non cambierebbe la decisione sulle tasse introdotte dallo stesso Haradinaj. Ahmet Isufi, vicepresidente del partito, ha dichiarato infatti che “anche in una possibile coalizione dopo le elezioni anticipate, entrerebbero solo quelle forze politiche che supportano la decisione sulle tasse al 100% per l’importazione di merci dalla Serbia e dalla Bosnia ed Erzegovina”. Isufi ha ribadito l’opinione di Haradinaj secondo cui “le tasse non saranno abolite fino a quando la Serbia non riconoscerà il Kosovo. Dopotutto, il Kosovo ha il diritto di difendere il proprio mercato e i propri interessi senza in alcun modo consentire alla Serbia di armarsi e fare pressioni attraverso lo sfruttamento del suo mercato”, ha detto Isufi a “Radio Slobodna Evropa”. Il nuovo governo del Kosovo quindi avrà sfide impegnative, a partire dalal pacificazione definitiva con la Serbia.