Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il Governo fa marcia indietro è dice NO al nucleare

di Lorenzo Peluso

L’esecutivo, con un emendamento presentato in aula, ha proposto infatti "l’abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari". Si sono convinti, finalmente.
E’ di oggi la notizia, attesa e quantomai sollecitata da tutti coloro che non credono al nucleare. Tra questi anche noi di quasimezzogiorno.it che più volte abbiamo trattato l’argomento, invitando il Governo a cambiare posizione. Ed ecco quindi che oggi, in aula al Senato, l’esecutivo ha recepito un emendamento, presentato da Francesco Rutelli, dove si manifesta l’intenzione di fermare, con una modifica al decreto omnibus, il "piano nucleare". Una notizia importante che va quindi a tarsformare la moratoria di un anno sul tema, annunciata dopo il disastro di Fukushima, in una cancellazione dei programmi, soprattutto per quello che riguarda la realizzazione di nuovi impianti. L’emendamento presentato in aula, ed approvato dal Governo,  ha proposto infatti "l’abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari". Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, si legge nell’emendamento, "non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare". Secondo alcuni senatori, infine, l’emendamento avrebbe anche l’effetto di superare il referendum sul nucleare che incombe a giugno. Questa è una concreta possibilità; tuttavia onde rischiare eventuali cortocircuiti, a nostro avviso è doveroso recarsi al voto il prossimo mese di giugno e comunque votare per l’abolizione del nucleare. Non si sa mai. Visto come vanno le cose in Italia essre previdenti è un obbligo.