Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il ginepraio del Kurdistan tra petrolio ed indipendenza

di Lorenzo Peluso

Quali sono gli interessi internazionali in Iraq? Presto detto: il petrolio, innanzitutto. Gli assetti geopolitici sulla scacchiera del mondo subiscono una sola ed unica influenza: quella degli interessi economici. Così, se da un lato in Iraq, in queste ore si sta combattendo la madre delle battaglie, per liberare Mosul dallo stato islamico dall’altro lato c’è chi fa grandi affari. Li stanno facendo i russi, ad esempio che nelle ultime ore hanno siglato un contratto per tre anni per forniture di petrolio greggio destinato alle sue raffinerie all’estero. Un affare milionario che il colosso petrolifero russo Rosneft ha firmato con il governo regionale del Kurdistan iracheno. Il contratto, firmato a margine di una conferenza a Londra sul settore petrolifero, avrà una durata triennale e prevede il pagamento anticipato da parte della società russa. Dollari necessari al governo regionale del Kurdistan iracheno che si prepara a chiedere il conto alla coalizione internazionale una volta chiusa la partita Isis. Ebbene si perché il Kurdistan vuole e pretende l’indipendenza e soprattutto chiede il riconoscimento di uno stato autonomo che metterà in crisi l’area a sud della Turchia. Una mossa strategica di anticipo quella chiusa dalle autorità curde che aprono ad un dialogo proficuo con la Russia che ora dovrà garantire l’appoggio incondizionato in sede di nazioni Unite per la ratifica dello stato del Kurdistan. Nel frattempo prosegue l’offensiva su Mosul con bombardamenti aerei e d’artiglieria e con i mezzi blindati. Migliaia di uomini sul campo di battaglia per riconquistare Mosul Ovest dove però la stragrande maggioranza della popolazione è sunnita  e che dunque mal sopporta l’offensiva dei governativi sciiti. Un ginepraio. Ma questa è un’altra storia.