Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il futuro è la solidità. 162 le Bcc che hanno aderito ad Iccrea, solo 110 hanno scelto Trento.

di Lorenzo Peluso.

bcc ottima

Il tempo fornirà tutte le spiegazioni e chiarirà ogni singola posizione. Può essere questa la sintesi di un ragionamento molto più articolato che investe l’attuale sistema del Credito Cooperativo in Italia. La data, intanto, è certa. Il primo luglio del 2018 l’avvio definitivo del nuovo assetto delle due nuove realtà bancarie scaturite dalla riforma del Credito Cooperativo. Sarà il “debutto in società” per i gruppi Iccrea e Cassa centrale banca, dopo aver rastrellato e riposizionato tutte le Bcc. Ad oggi, intanto, rimangono molto accese le tensioni tra i due gruppi. Proviamo a fare un po’ di conti. Ad oggi sono complessivamente 162 le BCC che hanno aderito al gruppo Iccrea; solo 110 quelle che hanno scelto cassa centrale. Il gruppo Iccrea non solo è solido ma evidentemente mostra una concentrazione di capitali che supera i 10,5 miliardi di euro in fondi propri (il 57% dei fondi del Credito Cooperativo) e 125,7 miliardi di euro di attivi (il 60% del totale del sistema). In termini di sportelli, si tratta di 2.593 sportelli, che costituiscono il 60% delle filiali Bcc presenti in Italia. Altro dato rilevante è che il neo gruppo bancario romano-centrico, dotato di un patrimonio superiore agli 1,7 miliardi, ha fatto colpito nel segno del sistema del Credito cooperativo soprattutto al Nord. Infatti  il 55% degli sportelli di Bcc aderenti a Iccrea è al settentrione, mentre il 29% al Centro e solo un esiguo 16% al Sud Italia. Dunque, 58 banche al Nord, 50 al Centro e 54 al Meridione. “In tale contesto, si capisce bene, il ruolo prioritario che può rappresentare la BCC di Buonabitacolo nel nuovo assetto del Credito cooperativo – ha commentato il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca – la nostra è stata una scelta consapevole, aderire ad Iccrea è una garanzia del ruolo chiave che possiamo svolgere nel nuovo assetto del credito cooperativo in Campania e nel Mezzogiorno” ha aggiunto il direttore De Luca.  Il management Iccrea ha strutturato tutto al meglio, già a metà del prossimo anno, la nuova banca sarà pronta e operativa. Iccrea sta definendo gli ultimi dettagli dell’intero planning che tra qualche settimana sarà spedito a Bankitalia e Bce, al fine di valutarne attentamente la sostenibilità e rilasciare l’autorizzazione a procedere. Tempi stretti perché è tutto chiaro e ormai definito, anche se,  in ogni caso ci sarà tempo fino al 30 aprile 2018. “In verità l’esame della BCE non ci preoccupa – ha aggiunto il direttore De Luca – l’intero sistema delle consorelle Bcc che hanno aderito al progetto di Iccrea  ha dimostrato di avere fondi propri e patrimonializzazioni elevate quindi siamo tranquilli sull’Aqr (asset quality review) della Bce. Sono i numeri a fornirci la tranquillità – ha aggiunto De Luca – nel primo trimestre di questo 2017 il sistema Iccrea ha raggiunto un utile netto di 11 milioni di euro”. Una situazione dunque molto positiva che propone un futuro di crescita e stabilità per il nuovo assetto Iccrea. Le cose non stanno allo stesso modo per Cassa Centrale. Una delle questioni aperte e rilevanti per il gruppo trentino è la circostanza che molte Bcc aderenti a Cassa centrale hanno azioni Iccrea (il 22,7% del capitale). A fare chiarezza qui ci ha pensato il direttore generale Iccrea Leonardo Rubattu: “eventuali smobilizzi di quote di capitale dovrebbe necessariamente ottenere il benestare del consiglio di amministrazione. E poi tali quote di capitale sono investite in attività della banca”. Insomma come dire che non ci sarà nessun buy-back (riacquisto di azioni altrui) e nessun diritto di recesso ai soci. per essere ancora più chiaro Rubatto ha aggiunto: “Quel capitale è li’ e ci  resta”.