Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il futuro del Sud tra l’algoritmo del credito e l’esperienza delle banche del territorio.

di Lorenzo Peluso.

La Banca d’Italia nel 2018 ha racchiuso in un documento ufficiale il piano sul sistema bancario del nostro Paese racchiuso in tre punti: la riduzione delle banche italiane dal 2009 al 2017, da 788 a 538; nel Sud, escluse le isole, la dimensione scende da 109 a 75; nel Mezzogiorno ci sono 59 banche di credito cooperativo, fino al 2017. La preoccupazione di banca d’Italia, soprattutto nella misura di ciò che accade in Europa, è che nel Mezzogiorno, dal 2018 in poi, le banche cooperative rimangano quel sistema di banca del territorio, rappresentative del sistema di collegamento tra risparmio e mercato del lavoro, con grande attenzione alle imprese di medie dimensioni. Dunque si riafferma che è nel sistema della piccola e media impresa la forza propulsiva dell’economia del Mezzogiorno. “Sono anni che predichiamo che occorre puntare sulle imprese del territorio, favorendo il credito e la scommessa di innovazione per il futuro – ha affermato il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca – per troppo tempo siamo stati inascoltati, i centri di potere economico e politico hanno sempre sottovalutato l’allarme che le piccole banche del territorio, come la nostra, si sono affannate a lanciare, semplicemente perché noi che siamo banche del territorio, il territorio lo conosciamo, le imprese e gli imprenditori, le loro famiglie e le loro difficoltà, le tocchiamo con mano ogni giorno. I dati Svimez sui  processi macroeconomici del Sud chiariscono che la ripresa è ancora debole e precaria. Nel Mezzogiorno, dal 2008 al 2017, gli occupati scendono dai 6,432 milioni a 6,122 milioni, le persone in cerca di occupazione crescono da 877mila a 1,438 milioni, con un totale di 7,560 milioni nel 2017. Il Sud cresce troppo lentamente. Ed è qui che il ruolo delle banche del territorio diviene prioritario e fondamentale. Quanto più la testa e l’anima delle banche si allontanano dal territorio tanto più è difficile comprendere le dinamiche che gli stessi territori vivono in termini di crisi e necessità. Insomma il ruolo delle banche di prossimità è fondamentale per continuare a sostenere le imprese, piccole ma fondamentali, che sostengono i sistemi economici locali. la storia recente ha dimostrato che sono le grandi banche a creare problemi al sistema bancario e del credito nel nostro Paese, tuttavia  si insiste in questa direzione” ha aggiunto il direttore De Luca. In realtà il Governo è concentrato sull’idea di una banca del Sud. La domanda però è: a che serve una banca, se i soldi non li puoi impiegare nello sviluppo e nella crescita delle imprese. magari sarebbe utile mettere nelle condizioni le banche che sono solide, e che operano già al sud di non dover subire gli elevati rischi del credito, e magari superare gli ostacoli burocratici che mettono le piccole imprese a confronto con l’algoritmo costruito con le medie ponderate della rischiosità di settore e territorio, quando hanno necessità di investire, intimando alle banche, attraverso un sistema informatico, di rispettare ciò che l’algoritmo dice in anticipo su quanto e a che tasso si può prestare denaro e soprattutto a chi. Insomma a cosa serve l’esperienza della conoscenza umana e della storia personale dei piccoli imprenditori che hanno lottato per anni nel rimanere, se poi quello che conta oggi è solo ciò che dice un freddo ma analitico algoritmo? Ecco a cosa serve una piccola banca del territorio, dove ci sono persone, a dialogare, a progettare ed investire sul futuro di una terra.