Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il futuro del Kurdistan, una questione spinosa dalla difficile soluzione.

di Lorenzo Peluso.

Sembra essere passata in secondo piano la questione irachena. Poco interesse dei media internazionali su cosa sta accadendo a Mosul, roccaforte dell’Isil in Iraq. Il mondo occidentale, concentrato sulle questioni Corea-USA, ha quasi dimenticato la battaglia senza sosta che si sta combattendo per la riconquista di Mosul. Le forze di sicurezza irachene sono riuscite a strappare un nuovo quartiere a ovest della città. Ad annunciarlo il comandante delle operazioni nella regione precisando che le truppe hanno liberato il quartiere di Mesherfa al Thaniya dove è stata issata la bandiera irachena sulla sommità degli edifici. Durante i raid sono rimasti uccisi una ventina di jihadisti mentre le forze irachene si preparano per una nuova operazione contro l’autoproclamato Stato Islamico per porre fine all’assedio attorno al centro storico della città, dove i miliziani tengono in ostaggio un gran numero di civili, forse oltre 400.000 secondo le Nazioni Unite. la fine del califfato fatta dalla riconquista finale dell’importante città irachena.  “La perdita di Mosul sta profondamente danneggiando gli obiettivi dell’Isil” ha riferito il Colonello John Dorrian, portavoce della coalizione internazionale anti-Daesh. La città di Mosul è infatti la seconda città più grande dell’Iraq. “I jihdisti qui avevano un grande peso, sono riusciti a strappare molto denaro ai residenti attraverso le loro violenze. La perdita finale di questo territorio sarà un grande colpo per l’Isil” ha aggiunto Dorrian. Dallo scorso mese di ottobre, l’avanzata della coalizione internazionale in territorio iracheno, ha registrato pesanti sconfitte delle forse del califfato che però da dicembre si sono asserragliate nel centro della città vecchia di Mosul. In realtà un rallentamento delle operazioni militari della coalizione ha consentito che gli stessi jiadisti prendessero vigore dopo che sembrava essere imminente la presa definitiva della città. Così non è stato ed a pagarne le conseguenze sono le migliaia di civili allo stremo che da mesi non hanno ne cibo ne acqua e vivono sotto i costanti rastrellamenti dei jiadisti. La convinzione comune è che la questione Mosul non si risolverà se prima la coalizione internazionale non chiarisce il futuro della vicenda Kurdistan iracheno. Infatti, alla promessa di un riconoscimento internazionale dello Stato Kurdo, chiesto con forza dai militari peschmerga, utilizzati per mesi nella prima linea di Mosul, è seguito un raffreddamento anche per scongiurare le minacce della Turchia di ritorsioni internazionali a tale decisione. Rimane quindi aperta una questione spinosa dalla difficile soluzione e che potrebbe aprire un nuovo fronte una volta chiusa la partita Isil.