Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il destino dell’Europa tra l’America di Trump e l’Iran di Rouhani

di Lorenzo Peluso.

Sono giorni strani quelli che stiamo vivendo. Lo sono e lo saranno sempre più, sul fronte dello scontro politico-economico tra Occidente ed Oriente. In realtà, nulla di nuovo, anzi, solo il ridondante ed asfissiante atteggiamento di ostracismo che gli americani stanno provando ad imporre anche ai cosiddetti paesi alleati, sul fronte dei rapporti con il colosso mediorientale Iran. Uno scontro a colpi di sanzioni, limitazioni, imposizioni, dal peso economico di miliardi di dollari. Al centro del contendere, ma è evidentemente solo un ottimo pretesto, l’accordo sul nucleare tra l’America di Trump e l’Iran di Rouhani. L’efficacia delle sanzioni economiche imposte dall’America, passa inevitabilmente infatti, dalla limitazione che anche l’Unione Europea dovrebbe applicare, nei confronti degli stati membri, in tema di scambi commerciali con l’Iran. Qui però si registra la prima importante novità, destinata a suscitare una reazione americana, soprattutto sul piano commerciale, proprio nei confronti dei paesi europei. A partire da oggi,  sette agosto, infatti  entrerà in vigore lo statuto di blocco, insomma, il provvedimento messo punto dall’Unione Europea per neutralizzare gli effetti extra-territoriali delle misure punitive volute da Donald Trump nei confronti dell’Iran. Un piano studiato per proteggere le aziende europee che fanno affari con l’Iran In effetti, è argomento noto questo, sono numerose le aziende europee colpite dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Basterebbe ricordare innanzitutto l’industria automobilistica. I primi a reagire infatti sono stati marchi come Peugeot e Renault che hanno annunciato tagli ai loro investimenti nel paese. Ci sono poi i colossi petroliferi come la Total, che lo scorso maggio ha deciso di abbandonare l’accordo già chiuso con l’Iran per sviluppare un giacimento di gas. Neppure i colossi dell’industria italiana sono indenni. Si pensi a Fincantieri che nel 2016 ha firmato con l’Iran diversi accordi che l’anno scorso hanno portato ad un aumento delle esportazioni verso il paese del 12,5%. Le sanzioni americane colpirebbero anche il costruttore europeo di aeromobili Airbus e la tedesca Siemens. Insomma, una catastrofe economica per l’Europa solo perché gli USA, dopo il cambio di presidenza alla Casa Bianca, hanno effettuato fatto retromarcia dall’accordo sul nucleare siglato tra Obama e Rouhani. la novità, dunque, destinata ad una serie di effetti tutti da misurare tra America ed Europa, è la decisione netta dell’Unione Europea di mettere in atto misure protezionistiche contenute nello statuto di blocco, che da oggi andranno a neutralizzare gli effetti extra-territoriali delle misure anti Iran. La posizione della governance europea è chiara: “l’Unione si rammarica profondamente per la reimposizione della sanzioni contro l’Iran. Preservare l’accordo sul nucleare è una questione di rispetto degli accordi internazionali e di sicurezza”. Questo è il testo di una nota a firma congiunta della responsabile della diplomazia europea, Federica Mogherini e dai ministri di Germania, Francia e Regno Unito. Una posizione, quella assunta da Bruxelles, che ridà fiato a Rouhani. “Non possiamo fidarci di uno come Donald Trump e della sua amministrazione”ha affermato il presidente iraniano Hassan Rouhani. Insomma è chiaro che Teheran non farà nessun passo indietro sulla vicenda nucleare, almeno fino a quando le sanzioni imposte da Washington rimarranno in piedi. Lo scontro è destinato ad amplificarsi. Lo stesso Rouhani infatti ha colto l’attimo ed ha sottolineato la violenza dei toni muscolari usati da Trump nei confronti di partner come Francia o Germania, ammonendo le aziende di questi paesi di non fare affar con l’Iran. L’amministrazione americana ha già annunciato nuove sanzioni che entreranno in vigore il 5 novembre, destinate a colpire le aziende nevralgiche del settore petrolio, le banche, la cantieristica e le aziende di spedizioni navali. Già pronta una nuova lista nera contenente centinaia di persone, compagnie ed imprese che erano già oggetto di sanzioni prima dell’accordo del 2015. “Non potete aspettarvi di discutere con qualcuno che avete appena accoltellato e dopo aver lasciato il coltello conficcato nel suo corpo” ha riferito il presidente iraniano Rouhani riferendosi a Trump. Insomma, un nuovo scontro, che sa di vecchio, destinato ad interessare pesantemente anche l’Europa.