Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il Cristo con la spada nel Monastero di Visoki Decani

di Lorenzo Peluso.

Esiste un luogo dove il silenzio è l’oro della mente. Un luogo dove ci si può sentire parte di un mondo che non esiste. Un gioiello del patrimonio culturale mondiale dalla lista dei UNESCO, il Monastero di Visoki Decani in Kosovo, la cui chiesa è stata costruita un secolo e mezzo prima che Cristoforo Colombo calasse in mare le sue caravelle per navigare verso le coste d’America. Tutt’intorno all’antico monastero colline ricoperte di castagno con una natura lussureggiante ed un paesaggio incontaminato. Il monastero di Visoki di Decani si trova nella valle del fiume Bistrica Decanska, sotto la catena montuosa di Prokletije. La chiesa, magnifica, con la sua cupola alta 29 metri  fu costruito grazie al volere di re Stefan di Decani. La costruzione della Chiesa di Cristo Pantocratore fu avviata nel 1327. Secondo la complessità architettonica, e la permeazione di forme occidentali e bizantine, la chiesa Decani è un monumento medievale unico. La sua costruzione fu completata dal figlio del re Stefan – Dusan nel 1335. I suoi affreschi, di una bellezza sconvolgente,  hanno un valore artistico straordinario. E’ un viaggio nel tempo e nella profondità dell’anima, ritrovarsi in questo luogo. C’è una certa emozione nel trovarsi dinanzi alla figura del Cristo che cinge la spada. Un Cristo, insolitamente raro, raffigurato con in mano una spada che rappresenta la lama che taglia via i peccati, mentre la Madonna è ancora una volta dipinta come intercedente davanti a Cristo. Commuove vedere i monaci piegarsi, inginocchiarsi sul sarcofago di Stefano di Dečani. Il profumo inebriante dell’incenso e la luce calda delle migliaia di candele accese fanno smarrire la mente nell’avvicinarsi alla  cappella di San Nicola, sopra la cripta in cui hanno riposato i  resti  terreni  del re fino all’inizio del processo di canonizzazione nel  1343.  La  forma del sarcofago riprende le sembianze del re, solo più basso e più piccolo. Al suo interno, secondo la tradizione, riposa Sant’Elena serba, sorella del santo re Stefano di Dečani, imperatrice bulgara e in seguito monaca. Ci si perde nell’osservare i monaci e poi si è rapiti dai canti che si levano per ore in un ambiente che proietta la mente in un passato fatto di cavalieri e dame. L’esterno della chiesa, una facciata coperta di un  bellissimo marmo bianco, grigio e rosa che nelle diverse ore del giorno  riflette la luce in sfumature di luce incredibilmente belle che si rifrangono nel  prato verde tutt’intorno. Poi, se si ha voglia ci si può fermare a discutere con i monaci ortodossi, gustando con tempi lunghi la loro rakia.