Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il coraggio di Kifah e la speranza per le donne in Iraq.

di Lorenzo Peluso.

La speranza esiste; è una certezza. Occorre però insistere e resistere. A questo pensiero affianco il ricordo di Souhayla, solo 16 anni, gli ultimi tre passati a Mosul,  schiava di un miliziano dell’Isis, per fortuna poi ucciso, qualche mese fa, durante uno delle offensive che hanno decretato la fine del califfato. Souhayla è sopravvissuta agli attacchi e anche alle violenze di quell’uomo che l’aveva ridotta ad una schiava del sesso. La liberazione dell’Iraq, dall’Isis dunque è speranza, soprattutto per la condizione femminile. Tutto può cambiare, per fortuna. Accade così che Kifah, bella donna di 50 anni, possa divenire una celebrità a Baghdad. Non ha fatto nulla di straordinario, forse. È diventata solo la prima tassista donna in Iraq. Lei, determinata, ha deciso di prendere in mano la sua vita e non dipendere economicamente da nessuno, sfidando le convenzioni sociali. salita su un’auto, ha messo su la sua attività imprenditoriale. Un taxi. “Ho preso la patente tre anni fa” racconta emozionata. “Avevo un’auto e nessun lavoro. E quindi ho pensato di diventare una tassista, perché non servono diplomi”. La scuola, si, altro grande problema nelel società islamiche, soprattutto per le donne. Kifah è coraggiosa. Non si cura degli sguardi dei clienti che evitano il suo taxi in quanto donna. Lei insiste, è caparbia. Ma la storia sta cambiando in Iraq.  Lei ne è testimone diretta.  Sono sempre più infatti i clienti del suo taxi che la incoraggiano e le offrono anche una mancia generosa per premiare la sua intraprendenza. Kifah è duqnue un simbolo di rivalsa della condizione femminile in Iraq, nel post Isis. la sua speranza è di essere un esempio per altre donne, che pur non violando alcun divieto, non prendono neanche in considerazione alcuni lavori, negati alle donne da una condizione culturale assurda. Siamo forse sulla strada giusta per l’emancipazione economica e sociale delle donne, anche qui. Oggi le bambine e le ragazze anche in Iraq hanno certamente molte più opportunità che in passato, tuttavia ancora troppe di loro, sono costrette ad affrontare quotidianamente discriminazioni ed esclusione in svariati ambiti, dall’accesso all’educazione alle violenze sessuali, dai matrimoni alle gravidanze precoci. Ma la speranza esiste.