Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il coraggio di Ivana e l’orrore delle schiave del sesso yazide.

di Lorenzo Peluso.

Questa è la storia di una ragazza coraggiosa. Ivana Waleed, una ragazza yazida. Una ragazza iachena, oggetto delle compravendite effettuate dai jiadisti nella città di Tal Afar, ultimo bastione dell’Isis nel Nord dell’Iraq, oggi al centro di una vasta offensiva delle forze irachene. Ivana ha individuato il suo aguzzino in Tv, intervistato tra i rifugiati fuggiti dall’Isis. Senza pensarci troppo, ha denunciato tutto su Facebook pubblicando anche la sua foto: “E’ lui, si faceva chiamare Abu Ali ed era il mercante” delle schiave del sesso yazide rapite dagli uomini del Califfato nero nel Nord dell’Iraq nell’estate del 2015. “Abu Ali è un elemento dell’Isis ed era il responsabile della compravendita di migliaia di ragazze yazide. Io stessa ero una di loro e sono stata venduta da lui ad un suo amico” ha affermato Ivana intervistata dalla tv satellitare curda Rudaw che aveva mandato in onda il filmato nel quale aveva riconosciuto l’uomo che accusa di essere un mercante di schiave, il quale si sarebbe mescolato tra civili fuggiti in questi giorni dalla città di Tal Afar. “Questo uomo mi ha comprata e venduta più volte. Non potrò mai dimenticare la sua faccia: era il responsabile delle vendite delle ragazze yazide a Tal Afar”, ha scritto sulla sua pagina Facebook. Ivana ora si trova in Germania dove ha ottenuto lo status di rifugiata. La sua denuncia è importante. Chiede ora al governo iracheno di arrestarlo e si dice “pronta a ritornare in Iraq per testimoniare assieme ad altre decine di yazide davanti ai giudici”. Il suo appello è un monito alla libertà delle persone: “Prendetelo per favore perché questa bestia potrebbe indicarci che fine hanno fatto centinaia di altre ragazze sparite”.