Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il Cervati, Jovanotti e tutti quelli che blaterano senza conoscere i fatti

di Lorenzo Peluso

Proviamo a fare chiarezza, visto che troppi blaterano senza conoscere i fatti e soprattutto i luoghi. Per fortuna, grazie a generazioni e generazioni di gente sana, che ha saputo amare e vivere in simbiosi con il proprio territorio, oggi siamo in grado di poter osservare, ammirare e vivere la bellezza assoluta di un luogo unico: la vetta del Monte Cervati a Sanza. Gente chi qui ha vissuto per secoli, preservandone la bellezza, ma contestualmente vivendola la montagna, utilizzandone i boschi, i pascoli, rendendo questo luogo unico al mondo. Una vetta dove da mille anni sorge un santuario mariano, luogo di culto che gelosamente viene custodito dalla comunità di Sanza. E’ premessa fondamentale questa per comprendere poi quanto si può essere stupidi nell’immaginare che questa stessa gente oggi possa essere propensa a distruggerne la bellezza, a deturparne i luoghi. Si può pensare questo solo se non si conosce la bellezza del popolo di Sanza ed anche la sua morbosa attenzione e gelosia per il Cervati. Veniamo al punto della questione. Esiste chi pensa di poter vivere questi luoghi, che non gli appartengono, semplicemente perché si vive altrove, dettando persino le regole per come bisogna viverli e magari anche su cosa si possa o non si possa fare. esiste chi pensa di essere depositario della “verità” assoluta, unti dal Signore, capaci di determinare anche la sopravvivenza o meno di un luogo e di un popolo. E’ questo il punto. Quel processo storico di sviluppo antropico che per secoli ha fatto si che la bellezza di un luogo come il Cervati si conservasse, ha sempre visto al centro la presenza dell’uomo, mitigata in un equilibrio perfetto con la natura. La presenza dell’aquila reale in vetta, la conoscono bene i sanzesi, non c’è bisogno del CAI.

Il Cervati da anni è meta di amanti della natura, di famiglie e giovani che vivono la montagna, ma nessuno fino ad oggi gli ha mai chiesto un centesimo per la bellezza che si riesce a vivere. Eppure non è così per associazioni come il CAI, che certamente amano la natura ed i luoghi, ma che per le loro escursioni si fanno pagare, insomma chi li segue paga un servizio, diciamo così, che viene erogato. Siamo chiaro, va anche bene così, e non solo il CAI. Dunque ha senso richiamare l’art. 9 della Costituzione Italiana che sancire l’obbligo dello Stato nel tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione? Se ha senso, allora occorre dare atto a chi ha conservato questi luoghi per secoli, senza il CAI o altri soggetti simili. Questa stessa gente è lo Stato. Certo è vero che negli ultimi anni, dati alla mano, il numero abituale di frequentatori del Cervati è cresciuto gradualmente. Escursionisti, alpinisti, ciclisti, equituristi o semplici amanti della natura che sulla vetta più alta della Campania cercano il loro museo da visitare durante tutto l’arco dell’anno. Certo che si, grazie al lavoro di promozione che chi vive a Sanza ha saputo fare, grazie all’accoglienza e la cordialità di un popolo che è parte integrante della montagna. Dunque non rivendichiamo meriti che non si hanno. Poi, diciamolo pure, quanta ipocrisia c’è nell’affermare e chiedere se: è “meglio la strada asfaltata per salire comodamente in vetta o ammirare l’aquila reale librarsi in volo? Se si  preferiscono gli assordanti megawatt di un concerto o i meravigliosi silenzi del Santuario della Madonna della Neve? Se si vogliono assecondare le esigenze di orde di turisti domenicali (inaccettabile definire così chi si reca con rispetto sul Cervati) o si vuole tutelare la presenza del lupo? Se si preferisce facilitare il consumo smodato della plastica usa e getta o preservare la biodiversità della flora? Questi i quesiti posti dal CAI Campania in una nota diffusa in merito all’ipotesi di realizzare in vetta al Cervati un concento con la presenza di Lorenzo Jovanotti.

Occorre allora ricordare a questi signori del CAI, che evidentemente non conoscono ne il Cervati ne i sanzesi, che la strada per la vetta del Cervati già esiste e che i lavori previsti sono di messa in sicurezza; che l’aquila reale è simbolo rispettato e tutelato dai sanzesi; che nessuno mai ha immaginato di ascoltare i megawatt sul Cervati, piuttosto musica che si fonda con la bellezza dei luoghi; che il lupo vive ed è integrato nel contesto territoriale e che nessun esemplare di lupo è stato mai cacciato sul Cervati (in altri luoghi di cui non si parla mai, molto spesso); che la prima iniziativa in assoluto che si è tenuta nel Parco nazionale del Cilento plastic free è stato il Meeting del Cervati promosso dall’amministrazione comunale di Sanza. Potrei continuare, per molto anche. Ma mi voglio soffermare su un altro punto che evidentemente sfugge ai vertici regionali del CAI. La stretta collaborazione che l’amministrazione comunale di Sanza ed i cittadini hanno intrapreso con il CAI, sezione di Montano Antilia. La grande sensibilità ed il rispetto mostrato per questa organizzazione ha fatto si che il CAI entrasse nelle scuole di Sanza con un progetto di educazione ambientale; che il CAI ha ottenuto dei locali del comune dove ci si può incontare, concessi a titolo gratuito dall’amministrazione di Sanza; soprattutto che fino ad oggi, il Comune di Sanza non ha chiesto un centesimo (eppure in altre aree del Paese occorre versare una tassa per poter visitare luoghi e siti straordinari, ad esempio le Dolomiti) consentendo ad organizzazioni come il CAI di poter fruire dei luoghi, facendosi eventualmente anche pagare per i servizi resi agli escursionisti. Credo sia giusto ricordare al CAI ed a tutti coloro che non mostrano rispetto per le persone e per le idee altrui, lo ricordo a me stesso, prima che ad altri, le intere giornate trascorse dal vicesindaco di Sanza, Toni Lettieri, insieme ad altri amministratori locali, a ripulire sacchi e sacchi di spazzatura lasciata da coloro che dicono di amare la montagna, solo che sbadatamente si lasciano dietro montagna di plastica e rifiuti vari. bene, se il Cervati è pulito lo è perché ci sono alcuni sanzesi che dedicano il proprio tempo a tenerlo pulito. Infine, per coloro che con troppa semplicità si ergono alla critica semplice: occorre mettersi in gioco, proporre, realizzare, impegnarsi, provarci, prima di criticare l’operato altrui. Troppo semplice parlare di ciò che pensano e fanno gli altri, senza mai cimentarsi. Per la cronaca: il CAI non decide un bel nulla, né il CAI né altri. Se il concerto di Lorenzo Jovanotti si farà sul Cervati, lo si farà nel rispetto assoluto dei luoghi. Altro che cantieri e camion. Se non si riuscirà a realizzare questa ipotesi, sarà solo per decisione dell’artista e prima ancora degli organizzatori. Sia chiaro.