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Il Brasile di Bolsonaro.

redazione

Con l’avvento delle nuove tecnologie il campo di scontro durante le elezioni si sposta sui social. È quanto accaduto anche nelle presidenziali brasiliane. Il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro ha iniziato la sua campagna online trasformando i media mainstream nei suoi “nemici”, aspetto per cui viene assimilato da alcuni a Donald Trump o al presidente filippino Rodrigo Duterte. La forza di Bolsonaro sta nell’essere entrato in un vuoto politico lasciato dai partiti tradizionali a causa degli scandali. È un candidato outsider, molto forte sui social media, aggiorna spesso Whatsapp, producendo numerosi feed durante la giornata, e così ha superato l’uso dei media tradizionali. È uno dei politici brasiliani più influenti: vanta, infatti, 10,5 milioni di follower su Twitter, Facebook, Instagram. In una recente ricerca su qual è la fonte di notizie dei brasiliani, il 66% degli interrogati, cioè 2 su 3, afferma di aver usato i social media per informarsi, una percentuale molto alta rispetto agli altri Paesi. La grande novità di Bolsonaro sta nell’aver capito l’importanza della Rete. In una diretta Fb ha parlato del dispositivo che ha guidato la sua campagna elettorale, cambiando la politica brasiliana: il cellulare. A differenza dei suoi avversari ha scelto di non partecipare ai tradizionali dibattiti tv, come quello su Globo News, ma ha concesso un’intervista andata in onda sul canale Record di proprietà del vescovo evangelico Edir Macedo, leader della Chiesa Universale del Regno di Dio, che appoggia la sua candidatura. Ad aiutare Bolsonaro non solo il suo personale uso strategico dei social, ma anche dei suoi sostenitori, alcuni illustri. Come il campione di calcio Ronaldinho che su Twitter ha espresso il suo totale sostegno al candidato di estrema destra, causando diverse polemiche per le posizioni razziste, omofobiche, sessiste e vicine alla dittatura che si discostano molto dalla storia del Paese. Il Pallone d’oro ha postato una foto con la maglia della nazionale con il numero 17, uguale al codice di Bolsonaro nel voto elettronico, in allegato al tweet “Per un Brasile migliore desidero la pace, la sicurezza e qualcuno che si ridia gioia. Ho scelto di vivere in Brasile e voglio un Brasile migliore per tutti”. Bolsonaro ha risposto sempre con un cinguettio “Grazie mille Ronaldinho, è un onore”. Un altro calciatore, Felipe Melo, qualche settimana fa ha dedicato un gol nella partita contro il Bray al “futuro presidente Bolsonaro”. Presagio che non si è discostato molto dai risultati del primo turno elettorale. A schierarsi a favore del leader di destra non solo il mondo del calcio, ma anche della pallavolo. Due giocatori della nazionale brasiliana, l’opposto Wallace e il centrale Maurìcio Souza, hanno postato una loro foto mentre componevano con le dita il numero 17, simbolo di Bolsonaro. Lo scatto pubblicato su Instagram dall’account ufficiale della Federazione nazionale, considerato un endorsement, ha creato diverse polemiche tanto da essere stato rimosso. Visti i risultati delle elezioni, invece, non è servita a molto la campagna social con l’hashtag #EleNao (#NotHim), promossa da attiviste, giornaliste, attrici brasiliane per ostacolare la corsa di Bolsonaro, quando era dato come il favorito nei sondaggi, in segno di protesta per le sue posizioni riguardo alle donne, i neri e i gay. Nonostante l’adesione di quattro milioni di donne tra famose e non, brasiliane e straniere, tra quest’ultime anche la popstar Madonna con un post su Instagram, non si sono avuti i risultati sperati.