Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Il 12 ed il 13 giugno si vota per il referendum abrogativo di quattro quesiti.

di Lorenzo Peluso

Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancito all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana. L’esito referendario è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.

È im­por­tante il 12–13 giu­gno rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Referendum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo insostenibile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia. Un suc­cesso dei SI al Referendum costringerebbe la po­li­tica, sia del go­verno che dell’opposizione, a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mobilitazione so­ciali non si limiterebbe a manifestazioni fi­nora ina­scol­tate, ma cancellerebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo. Ecco i quesiti per i quali vi chiediamo di votare SI.
Que­sito n. 1: referendum le­git­timo impedimento – «Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante «diposizioni in ma­te­ria di impedimento a com­pa­rire in udienza?». Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo impedimento, è quello dalle pos­si­bili ripercussioni politiche più forti. Dopo la dichiarazione di par­ziale incostituzionalità della legge sul le­git­timo impedimento, la Corte di Cas­sa­zione ha autorizzano, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum.
Que­sito n. 2: referendum ener­gia nucleare – «Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con modificazione, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di modificazioni ed integrazioni suc­ces­sive, re­cante Disposizione ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della fi­nanza pub­blica e la perequazione tributaria, limitatamente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: realizzazione nel territorio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?». Lungo e articolato il que­sito referendario per abro­gare la norma per la «realizzazione nel territorio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare». Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante «Diposizioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della fi­nanza pub­blica e la perequazione tributaria» fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge «con modificazioni» il 6 ago­sto dello stesso anno..
Que­sito n. 3: referendum ac­qua pub­blica , primo que­sito ammesso – «Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 «Diposizioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la semplificazione, la competitività, la stilizzazione della fi­nanza pub­blica e la perequazione tributaria» con­ver­tito, con modificazioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante «Disposizioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia» e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante «Disposizioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi comunitari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea» con­ver­tito, con modificazioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?». Il primo que­sito sulla privatizzazione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di affidamento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.
Que­sito n. 4: referendum ac­qua pub­blica, se­condo que­sito ammesso – «Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 «Norme in ma­te­ria am­bien­tale», limitatamente alla se­guente parte: «dell’adeguatezza della remunerazione del ca­pi­tale investito»?».
Il se­condo que­sito sulla privatizzazione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda la determinazione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata remunerazione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.
Noi di quasimezzogiorno.it riteniamo utile e doveroso il diritto di informare sull’importanza dei quesiti referendari. Allo stesso modo crediamo che la scelta più saggia ed utile per il nostro paese e per il futuro dei nostri figli sia votare per l’abrogazione dei quesiti. Ecco perché ci permettiamo di invitarvi a farlo, non per fare politica ma per ripristinare il diritto di scelta al popolo italiano così che come recita la nostra Costituzione.